Polvere di stelle, la Raggi "commissariata" da Grillo ma perde pezzi. Sembra la "Clinica dei pazzi"

. Politica

Polvere di stelle, che si sbriciolano nel loro stesso credo quello dell'onesta'. Il M5S in queste ore a Roma sembra diventata la "Clinica dei pazzi" di Toto', dove ognuno interpreta un ruolo all'insaputa degli altri. Ed i capi che decidono e commissariano la Raggi, come se potessero essere loro a farlo. Per legge un eventuale vero commissariamento spetta solo al governo. Un partito non potrebbe essere lui a decidere le sorti di un sindaco, pur espressione della sua parte politica. La delega i cittadini (tanto invocati dal M5S) la danno direttamente al sindaco non ai partiti, per i partiti ci sono i posti in lista. E comunque quando uno viene eletto, sempre per legge, non deve più rispondere al partito. Come si e' visto in Parlamento con i numerosi cambi di casacca. Poi c'e' la cosa, ancora più illegale, del contratto fatto dagli esponenti del M5S con l'associata Casaleggio Jr. Nonostante tutto Beppe Grillo e Casaleggio jr, incuranti delle normative, tra l'altro tra loro in lotta, (Casaleggio senior aveva rotto con Grillo prima di morire, e la ferita e' rimasta aperta anche con il figlio) hanno costretto la Raggi a rinunciare al suo "Raggio magico". Lei rimane per ora, ma perde pezzi. E per rimanere la Raggi si e' dovuta affidare ai buoni uffici di Casaleggio (Grillo era assai meno convinto, dopo avere assistito ad una guerra di "lunghi coltelli" tra gli ortodossi e Di Maio in testa, anche lui messo in discussione) e rinunciare anche a Romeo e Frongia, l'algido vicesindaco, con il quale si dice ci sia o ci sia stata una liaison. Quello su cui i leader dei cinquestelle hanno concordato e' che perdere Roma sarebbe una "catastrofe politica". Anzi c'e' già un piano (un nuovo codice etico per gli eletti del M5S) per prevenire un'eventuale e probabile avviso di garanzia alla Raggi per le nomine.  Sono allo studio regole in caso di indagini giudiziarie, che vengono visti come atti dovuti, ai quali non necessariamente si deve rispondere con le dimissioni. Ora il M5S sta vagliando gli atti e le scelte di Marra. Altra cosa che per legge non toccherebbe ai cinquestelle. Perché' a valutarle giudiziariamente ovviamente ci pensa la magistratura ed un vaglio politico spetta esclusivamente al Campidoglio. Comunque la Raggi continua nella sua tattica della temporeggiatrice. Il suo "amico", Daniele Forgia, una sorta di Richelieu del Campidoglio, da vicesindaco passa ad assessore allo Sport. La farsa continua. Fino a quando? Forse la Raggi si ritirerà ancora a pensare sul tetto del Campidoglio. Ma intanto Roma e' una città sempre più disastrata, senza una guida. 

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