Nessuno vale Renzi, lui in fase zen, con le mani nei capelli quando Giacchetti da' della "faccia da culo" a Speranza

. Politica

Il Pd e' sempre il Pd. L'ultimo partito italiano, anzi gli ultimi due partiti italiani (nel Pd ce ne sono due in  uno), non si smentisce mai. E forse questa e' anche la sua forza, quello di rappresentare realtà diverse, come una volta succedeva, anche se in maniera più soft, alla vecchia Dc. Renzi all'Assemblea nazionale del partito lancia il guanto di pace alla minoranza e dice di essere in una fase zen. Non vorrebbe esasperare i contrasti, tanto che  dice di non volere ora un Congresso anticipato, che suonerebbe come una resa dei conti. A confortarlo e' che nessuno nel Pd vale come lui. Secondo un sondaggio di Huffington Post nessun candidato della minoranza ha la credibilità per batterlo al Congresso. Secondo il sondaggio ben il 38,5 degli elettori del Pd, e' con lui. Nessuno dei possibili candidati anti Renzi ha la credibilità per prendere la guida del partito. Roberto Speranza, che pur si e' candidato per la minoranza, ha percentuali simili a quelle di Alfano sulla scena nazionale. Il più accreditato tra gli oppositori e' il presidente della regione Toscane, Rossi, con il 14,8%. Dopo di lui il collega Emiliano con il 9,8% e a seguire, il sempre vivo Massimo D'Alema con il 9,3%. Uno come D'Alema pero' corre solo se sicuro di vincere, nella vecchia tradizione del Pci. Ma la fase zen di Renzi dura una manciata di minuti, perché a riaprire l'ostilità, mai sopita, con la minoranza ci pensa l'irruento Roberto Giacchetti, che salito sul palco, da' della "faccia culo" all'altro Roberto del partito, Speranza. Con Renzi che tra il divertito ed il rammaricato si mette le mani nei capelli. "Sulla legge elettorale mi sembra di trovarmi al gioco dell'oca. Ovviamente penso che il Mattarellum (quello rilanciato da Renzi) sia una legge straordinaria ed importante. Ancora in queste ore rimango allibito quando leggo il novello Davide Speranza (si e' così definito lui, quando ha annunciato la sua corsa per la segreteria) dire che e' una sua proposta. Ho cercato parole ortodosse per dire cosa penso. E penso, Roberto Speranza, ha la faccia come il culo: quando avevi la possibilità di votare ll Mattarellum alla Camera ed eri il capigruppo, hai detto di no". Parole che hanno scatenato il caos in assemblea, tra grida, proteste ed abbandono della riunione. E' intervenuto il presidente dell'Assemblea, Matteo Orfini: "Non avresti permesso, quando dirigi l'aula della Camera (Giacchetto e' uno dei vicepresidenti) di usare espressioni del genere". Giacchetti, al quale non manca la battuta, ha replicato: "La parola culo e' sdoganata in tutto il mondo. Ma ok, mi correggo: faccia di bronzo". La minoranza si e' sentita ancora più offesa, perché presa per i fondelli. 

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