Bufera su Poletti (e sul figlio), "Ministro inadeguato" dicono M5s, Si e Lega nella mozione di sfiducia presentata in Senato

. Politica

"E' un ministro inadeguato", dicono M5s, Sinistra Italiana e Lega che hanno presentato in Senato - dove i numeri del governo sono un pò più ballerini - una mozione di sfiducia individuale nei confronti del titolare del Lavoro. Giuliano Poletti, 65 anni, già iscritto al Pci e prima di diventare ministro con Renzi leader della Legacoop, è finito nel mirino delle opposizioni ma non solo (sui social la bufera nei suoi confronti si è ingigantita col passare delle ore) per le sue infelici  frasi sui giovani costretti a recarsi all'estero per lavoro - in sostanza "stanno bene lì" - e sul Jobs Act. Criticato anche da molti dem, il ministro si è poi scusato postando un video su Facebook ma la mossa non ha sortito l'effetto voluto, anzi la polemica nei suoi confronti si è accentuata quando si è saputo che suo figlio, Manuel, 42 anni, giornalista, direttore di un settimanale delle Coop, ha ottenuto per la sua attività contributi consistenti - c'è chi dice mezzo milione di euro -  dai fondi pubblici per l'editoria, quelli amministrati da palazzo Chigi. Il ministro - si legge nella mozione di sfiducia - "ha nelle ultime settimane dato riprova di un comportamento totalmente inadeguato al suo ruolo, esprimendosi in più di un'occasione con un linguaggio discutibile e opinioni del tutto inaccettabili". In particolare  la mozione di sfiducia ricorda la dichiarazione "inaccettabile e che compromette la libertà di voto dei cittadini" del Ministro Poletti sulla possibilità di evitare il referendum sul Jobs Act grazie allo scioglimento delle Camere e alla convocazione delle elezioni politiche, e le "affermazioni gravissime" dello stesso Ministro sui giovani italiani costretti a cercare lavoro all'estero.

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