Condannato Formigoni, 6 anni al 'Celeste' per corruzione. Lui "Mai favorito nessuno"

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L’ex governatore della Lombardia e senatore di Ncd Roberto Formigoni è stato condannato a Milano a 6 anni di carcere e a 6 anni di interdizione dai pubblici uffici. In più gli sono stati sequestrati beni pari a 6,6 milioni di euro. La sentenza è della decima sezione penale del Tribunale a conclusione del processo sul caso della fondazione pavese Salvatore  Maugeri e del San Raffaele in cui l'ex-governatore - chiamato anche il 'Celeste' per la sua appartenenza a Comunione e Liberazione - era imputato per associazione a delinquere (accusa però caduta) e corruzione insieme ad altre nove persone, uno scandalo nato nel 2012.  Il Pm aveva chiesto per Formigoni una condanna a 9 anni. L'ex-governatore del Pirellone è stato anche condannato in solido con il presunto faccendiere Pierangelo Daccò e l’ex assessore Antonio Simone a versare una provvisionale complessiva alla Regione Lombardia di 3 milioni di euro. Nello stesso processo i giudici di Milano hanno condannato anche i presunti collettori delle tangenti, Pierangelo Daccò, a 9 anni e due mesi, e l’ex assessore regionale, Antonio Simone, a 8 anni e 8 mesi. Condannati anche l’ex direttore amministrativo della Maugeri, Costantino Passerino, a 7 anni, e l’imprenditore Carlo Farina a 3 anni e 4 mesi. "Sentenza ingiusta" ha commentato a caldo Formigoni che impugnerà la decisione del Tribunale di Milano. "Ritengo ingiusta la sentenza di oggi e la impugnerò, convinto che la mia piena innocenza, alla fine, sarà riconosciuta. Sono ovviamente amareggiato ma sereno, una volta di più consapevole della assoluta correttezza del mio operato in tutti i lunghi anni di presidenza della Regione Lombardia — ha detto l’ex governatore - Mai, in nessun modo e in nessuna occasione, ho lasciato che interessi personali influissero sulle scelte di governo della cosa pubblica". In base all’accusa Formigoni avrebbe garantito tra il 1997 e il 2011 favori alla Maugeri (per questo dalle casse della fondazione sarebbero usciti circa 61 milioni di euro) e tra il 2002 e il 2011 al San Raffaele (in questo caso dalle casse dell'ospedale sarebbero usciti 9 milioni di euro). Soldi che sarebbero poi confluiti su conti e società di Daccò e Simone, che poi avrebbero garantito a Formigoni circa otto milioni di euro in benefit di lusso, tra cui l’uso di yacht e il pagamento di vacanze. Il politico, sempre secondo l'accusa, avrebbe ricambiato favorendo la Maugeri e il San Raffaele con atti di giunta, garantendo rimborsi indebiti per circa duecento milioni.

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