Ma Renzi ha capito Mattarella? Orfini "Alle urne entro giugno"

. Politica

"Piena condivisione delle sue parole". Anche nella parte del discorso nella quale il presidente Mattarella indica la priorità dell'agenda istituzionale" (Ovvero non si può votare finche' non ci sia una legge elettorale omogenea tra Camera e Senato. Ragion per cui non basterà la decisione del 24 gennaio della Consulta ma occorrerà che i partiti trovino un accordo in Parlamento, maggioritario o proporzionale che sia, ma che dia garanzie di governabilta'). Matteo Renzi la sera del 31 e' stato tra i primi a congratularsi con il Capo dello Stato per il suo discorso di fine d'anno. E' il segnale che il segretario del Pd voleva dare a chi pensa che tra il Quirinale ed il Nazareno vi siano valutazioni diverse. Ma davvero Renzi ha capito bene le parole del Presidente? Oppure fa il finto tonto? Visto che insiste sulla sua road map. Un mese per trattare sulla legge elettorale. Il Pd offre un tavolo a tutti i partiti per un Mattarellum a scheda unica. Per convincere Berlusconi a trattare sul Mattarellum le proposte di modifica non mancano e puntano non solo ad eliminare lo scorporo, ma anche a dare all'elettore una scheda unica dove votare o per il candidato oppure uno dei partiti che lo sostiene. In questo modo i partiti del centrodestra vedrebbero venir meno il voto disgiunto, che li ha sempre penalizzati ed eviterebbero di correre l'un contro l'altro. Insomma una sorta di  Mattarellum 2.0. Ma Renzi sa che Berlusconi sta facendo melina, perché vuole aspettare di essere riabilitato da Strasburgo. Ed a questo gioco lui non ci sta. Si spiega così l'uscita del presidente del Pd, Matteo Orfini sul Corriere.  "Alle urne anche prima di giugno", dice, spiegando: "Noi condividiamo le parole di Mattarella, tanto che ci siamo fatti carico di fare nascere un altro governo, con l'obiettivo di armonizzare le leggi elettorali. Pero' questa responsabilità non può ricadere solo sul Pd, che non ha i numeri. La legislatura e' politicamente terminata il 4 dicembre e solo il tentativo, difficile ma non impossibile, di armonizzare il sistema maggioritario della Camera con quello proporzionale del Senato, può prolungarla". Secondo Orfini ci sono due scenari "Se si coglie la disponibilità di altre forze a cambiare l'Italicum, si può iniziare a lavorare senza aspettare la Consulta. Altrimenti si prende atto della indisponibilità e vengono meno le ragioni per proseguire. Se riusciamo a fare partire la nostra road map si può votare a giugno con una nuova legge elettorale". Ancora: "Qualora invece gli altri partiti ci lascessero soli, dovremmo sperare che il doppio Cosultellum sia il più possibile omogeneo. Inevitabilmente si voterebbe con sistemi indicati dalla Corte Costituzionale, e non certo per responsabilità del Pd". Come e' chiaro a chiunque, non bisogna certo essere dei politologi, le posizioni di Mattarella e Renzi sono molto diverse. E che potrebbero anche diventare conflittuali, se un accordo sulla legge elettorale non venisse trovato. Renzi vuole votare comunque, Matttarella no. Chi la spunterà?

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