Figuraccia europea di Grillo, schiaffo dei liberali che dicono no all'alleanza con il M5S

. Politica

Salta l'accordo (che pure era stato votato on line dal popolo grillino) tra M5S e i liberali dell'Alde per il Parlamento europeo. Le pressioni dei liberali, in testa i francesi, hanno fatto desistere Guy Verhofstad presidente del gruppo Alde a Bruxelles, a fare entrare i grillini. "Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie per portare avanti un'agenda comune per riformare l'Europa", le sue parole. L'ex premier belga ha spiegato: "Non c'e abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del M5S di unirsi al gruppo Alde". Immediata la reazione di Grillo sul suo blog, che si e' sentito tradito da un accordo che aveva già raggiunto sulla parola, prima di indire le votazioni interne e di spiccare il volo insieme a Casaleggio, per la capitale belga. "L'establishment ha deciso di frenare l'ingresso del M5S nel terzo gruppo più grande del Parlamento europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace il nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima". Quindi addio ai 700mila euro ai quali il M5S avrebbe avuto diritto entrando in un gruppo parlamentare. Rimangono solo i cocci di un'operazione evidentemente mal gestita, che era stata molto contestata dalla base grillina, che ora appare ancora più disorientata. Il M5S nel Parlamento rimarrà un piccolo gruppo autonomo, che prederà il nome di Democrazia diretta. 

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