Renzi e Berlusconi, destini incrociati, parte la trattativa a distanza e piovono critiche

. Politica

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi dovranno prima o poi parlarsi di nuovo, dopo la rottura del patto del Nazareno. Nel bene e nel male risultano centrali nel sistema politico, e quindi sono determinanti per stabilire le nuove regole con cui si andrà a votare. La trattativa e' partita da lontano con due interviste, il primo a Repubblica ed il secondo al Corriere. Entrambi dicono di non avere fretta di andare a votare, e se per Berlusconi non e' una novità, visto che vuole ricandidarsi e per questo deve aspettare una possibile riabilitazione da Strasburgo, per  Renzi segna un cambio di strategia. Finora aveva sempre puntato a elezioni giugno, ma deve avere capito che e' difficile. Pero' i due al momento rimangono molto lontani sul sistema elettorale da adottare. Renzi conferma di essere favorevole al ballottaggio anche con Grillo in campo. "Si', e' il modo per evitare inciuci, governissimi, larghe intese tra noi e Forza Italia, che non servono al paese e aprono un'autostrada ai grillini. Ballottaggio oppure Mattarellum". L'ex premier precisa: "Se poi dalla Corte verra' fuori un sistema diverso ci confronteremo con gli altri. Con il maggioritario il Pd e' il fulcro di un sistema simile alla democrazia americana. Con il proporzionale torniamo ad un sistema più simile alla Democrazia cristiana". "Mi candido per vincere. Se pero' nessuno ha il 50%, asse inevitabile", sostiene invece Berlusconi. Il Cavaliere auspica di arrivare al voto "nel tempo più breve possibile", anche se "l'esperienza insegna che in questa materia difficilmente i tempi sono brevissimi, purtroppo". Per Berlusconi e' necessaria "una legge elettorale che consenta, come ha detto il presidente Mattarella, di andare al voto con un sistema ordinato e razionale. Questo richiede dei tempi tecnici. Aspettiamo che la Corte Costituzionale si esprima sulla legge elettorale, indicherà criteri dei qual dovremo tenere conto". Renzi nella sua intervista a Repubblica ha anche spiegato: "Sinistra, governo e banche, così riparto dai miei errori. Il M5S e' solo un algoritmo". Poi : "Ho fatto tante riforme senza capire che serviva più cuore e meno slide". Ancora "La sconfitta al referendum brucia, ma il Pd deve ripartire con facce nuove". Il M5S ha subito replicato: "Si ritiri a vita privata", mentre la la minoranza del Pd non crede all'autocritica del suo segretario. Gotor non vede un "ravvedimento" di Renzi, ma aprezza la frenata sul voto.

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