Gentiloni con la Merkel tiene il punto ma non ottiene sconti

. Politica

Senza Matteo Renzi a palazzo Chigi, il premier Paolo Gentiloni incontra la Merkel a Berlino e tiene il punto. Mansueto nei toni, lungi dal tradire l'indole pacato, lontano dai modi accesi del suo predecessore, ma la sostanza non cambia. Pur in una cornice di ottimi rapporti il capo del governo italiano fa sentire la sua voce. L'Europa sostiene Gentiloni "e'molto rigida sui decimali dei bilanci e molto ampia su questioni fondamentali, come ad esempio la questione migratoria". Ancora: "Abbiamo parlato per anni di Europa a due velocità. Ogni tanto ne vediamo una a due rigidità, troppo flessibile su alcune cose, troppo rigida su altre". Tanto che la Merkel ammette: "Non c'e' ancora una soluzione sostenibile sull'immigrazione e non tutti i paesi europei sono allo stesso livello sulla responsabilità che assumono". Ma la Merkel non perde il suo vizio di maestrina e bacchetta l'Italia anche sui migranti: "Ci sono ancora molti compiti da fare". Ed i compiti che i tedeschi vogliono fare fare agli italiani sono tanti, a partire dalle emissioni delle auto del gruppo Fca. Qui Gentiloni ribatte che per l'Italia valgono le leggi italiane. Conclusione L'Italia dovrà fare comunque una manovra bis, importante da 3,4 miliardi, se vorrà evitare la procedura d'infrazione. Nessuno sconto ne' dalla Germania, ne' dall'Europa

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