In Italia grave crisi istituzionale, si torna al proporzionale ma non ci sono i partiti

. Politica

In Italia si sta verificando una grave crisi istituzionale, dagli esiti imprevedibile. Si torna al proporzionale, ma senza i partiti che hanno fatto la storia del paese, raccogliendo anche ideologicamente i cittadini sotto i loro simboli. C'era la vecchia Dc che era un partito di ispirazione cattolica, interclassista, e rappresentativo con le sue correnti delle diverse anime della società. Una sorta di cooptazione di interessi. C'era il vecchio Pci, con solidi radici comuniste, ancorato alla allora Unione Sovietica, c'erano i socialisti, diventati liberali con Bettino Craxi, e prima ancora con Giuseppe Saragat. C'erano i missini di Almirante che non rinnegavo i trascorsi fascisti. Dopo lo sfascio successivo a Mani Pulite nel '92, e' rimasto poco o niente. Due colazioni, una di centrodestra e una di centrosinistra, che si sono contese il potere, in pratica Prodi e Berlusconi e poco altro. Poi sono arrivati i vari Monti, con un'operazione politicamente molto discutibile, Letta e Renzi. Ma mancano i partiti veri, l'unico rimasto era forse il Pd, reduce dal comunismo e da frammenti della dc di sinistra. Sta dimostrando molti limiti, con due partiti in un uno, e con molti problemi di lotte di potere interne e di leadership. Il centrodestra così com'era non c'e' più, ed un'eventuale coalizione pare a guida populista. Poi ci sono Grillo con i suoi, che tutto sono, e nemmeno vogliono esserlo, un partito. Ma senza partiti con programmi chiari e indicazioni precise e' pericoloso, e molto, il ritorno al proporzionale. La politica sembra essere in seconda linea sia rispetto alla magistratura che agli poteri del paese. Per non parlare di quelli internazionali. Servirebbe un colpo di coda, un'iniziativa veramente nuova che potesse rigenerare il sistema politico. Le varie forze politiche dovrebbe guardarsi in faccia e decidere che fare non nell'interesse di parte (anche se sostengono sempre il bene del paese, frase trita e ritrita) o dei singoli ma dell'Italia. Insomma dare vita a maggioranze omogenee e ideologicamente compatibili. Berlusconi non puo' stare con Salvini e Renzi non può stare con Pisapia e compagni. Ed Alfano non può stare, per motivi diversi, con nessuno dei due. Grillo e' una storia a parte e saranno gli italiani a decidere su su dl lui, nel bene oppure nel male. Senza partiti bisogna che la politica ritrovi quell'ispirazione dell'invenzione che non gli e' mai storicamente mancata.

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