Bersani allo scoperto, "Se Renzi tira dritto (verso il voto e senza congresso) il Pd è finito e rinasce l'Ulivo..."

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"Se Renzi forza, rifiutando il Congresso e una qualunque altra forma di confronto e di contendibilità della linea politica e della leadership per andare al voto, è finito il Pd. E non nasce la Cosa 3 di D'Alema, di Bersani o di altri, ma un soggetto ulivista, largo plurale, democratico, in grado di interpretare quel pezzo di popolo che ha lasciato il Pd e la fase nuova che si è aperta". E' un Pier Luigi Bersani in 'assetto da combattimento' quello che, intervistato dall'Huffington Post, ammonisce il segretario Pd sulle prossime mosse e definisce una "cazzata" la tesi renziana secondo cui l'anticipazione del Congresso è stata bocciata proprio dalla minoranza Pd all'indomani del referendum. "Vogliamo dirci la verità? Per anticipare il Congresso servono le dimissioni del segretario. Evidentemente qualcuno non si vuole dimettere, e infatti il Congresso anticipato non l'ha mai proposto. Ora dico io: chiamalo come vuoi, Congresso, primarie, ma un luogo di confronto e di contendibilità lo chiedo" dice l'ex-segretario dem ribadendo che il Congresso serve "subito, per discutere come andare al voto". "Nel Pd - prosegue - si è aperta una enorme questione democratica. Guardiamoci da fuori: un ciclo elettorale e politico si è chiuso, e lasciamo stare che abbiamo governato con i voti del 2013 e con un altro programma. Ora, dicevo, a conclusione di una fase vogliamo consentire la contendibilità di linea, di progetto e di leadership come ogni partito in Europa? Abbiamo perso Roma, Torino, le amministrative, e si è detto “avanti così”. È arrivata una botta al referendum e si è detto “avanti così”. La Corte fa saltare l’Italicum e si dice “avanti così”. Avanti così. Come si può pretendere che chi non è stato d’accordo su scuola lavoro, eccetera, possa andare a fare in giro i comizi dicendo, votateci che non è successo niente? Direi che dobbiamo parlare di una cosetta che si chiama Italia, o no?". Infine ancora su Renzi: "Vuole andare al voto per evitare Congresso, manovra, referendum della Cgil, evitare tutto… Ma uno che governa non è mica uno slalomista! Qualche paletto deve prenderlo. La sconfitta, andando avanti così, non è evitabile. Napolitano ha ragione, ma io non sto dicendo che non si può votare prima della scadenza naturale. Sto dicendo: andiamoci con ordine, dopo un Congresso e con una legge elettorale decente".

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