Renzi avrebbe deciso, lunedì dimissioni da segretario per Congresso lampo e poi elezioni

. Politica

Renzi avrebbe preso la sua ennesima decisione a rischio. L'ultima partita da giocare, sperando questa volta di vincerla. Nell'immagine evocativa c'e' tutto "Biltz Kongress", come lo chiamano quelli a lui più vicini. Dimissioni in direzione lunedì', per dare via al percorso. Per statuto del Pd un segretario che si dimette e' lui a gestire la fase congressuale. Quindi resa dei conti con la sinistra interna subito. Ad aprile voto nei circoli, così si chiamano oggi le vecchie e sicuramente più amate sezioni, a maggio primarie. E poi il voto. O a giugno, con il 21 cerchiato in rosso oppure a settembre il 24, nello stesso giorno in cui si conoscerà il destino di Angela Merkel, alle elezioni tedesche. Data tra l'altro in gravi difficoltà. Renzi pero' ben sa che il voto a settembre e' difficile (tra l'altro sarebbe una novità assoluta per l'Italia), perché in quel mese già si parla di manovra economica, che non e' rinviabile. Da giorni l'ipotesi di presentarsi dimissionario alla direzione, era sul tavolo. Ma ora sembra che la decisione sia stata presa in modo netto e irrevocabile. Renzi, da un po' lontano dalla scena, non sa starsene in disparte e tantomeno vuole essere bollito a fuoco lento. Sa che l'unica strada che gli rimane e' quella di agire e pure  in fretta. Con le casse che piangono, anche il Pd l'ultimo partito ha pochi euro e ne servirebbero tanti, e con tanti nemici al Nazareno, Renzi preferisce lavorare nella sua Firenze, dove si sente più protetto. Ha stabilito un sorta di quartier generale, niente male, in uno storico palazzo di Borgo Pinti. Da li' sta coordinando tutte le mosse future. Renzi, a chi gli sta vicino, appare molto carico e pronto per affrontare la nuova sfide. Si ritiene l'unico possibile leader per l'Italia e non intende tirarsi indietro.

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