Pd, utime ore per evitare la scissione. Renzi chiama Emiliano

. Politica

Appelli e contrappelli (da Bersani con quel suo "Fermati Matteo" a Renzi, stamattina sul Corriere:: "Non andatevene, venite"). Fuori-onda e marce indietro (quel microfono-galeotto per Delrio). Ultimatum (anzi no: penultimatum..) lanciati e poi ritirati. Incontri e telefonate. Tante telefonate: dei pasdaran dei due schieramenti (renziani e minoranza interna) e dei pontieri (Fassino e Martina) per tastare il terreno dello scontro saggiando i punti di forza o le debolezze dell'avversario ma anche per allontanare il rischio di scissione nel Pd anche se molti tra i renziani, a partire proprio da Matteo, ritengono Bersani ormai fuori attratto dalla 'sirena' D'Alema. Ma si lavora ancora per evitare il peggio e una telefonata tra lo stesso Renzi e Michele Emiliano, il governatore pugliese che intende candidarsi alla segreteria, lascia intravedere che potrebbero essere meno traumatiche del previsto le prossime 48 ore. A patto che Renzi - queste le ultime voci - accetti di spostare congresso e primarie in autunno, il che vorrebbe dire elezioni alla scadenza naturale, nel 2018... Domani in un teatro romano si riunisce il fronte anti-Renzi, dopodomani al Parco dei Principi sempre a Roma l'Assemblea nazionale, cioè l'inizio del congresso secondo l'ex-premier e segretario dem. No, solo l'inizio della 'conta' interna, dice la minoranza che tenta di decelerare la road-map del segretario. Un frenetico tourbillon e stasera quello che sembra uno spiraglio. "Matteo mi ha chiamato e abbiamo parlato. Spero che il nostro confronto sia utile alle sue prossime decisioni" ha scritto Emiliano su Facebook. Secondo alcune fonti Emiliano avrebbe chiesto a Renzi di non fissare il congresso subito ma di tenerlo dopo le amministrative di giugno per concluderlo con le primarie a settembre-ottobre.

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