Il 'cupio dissolvi' del Pd: l'ultimo tentativo di Orlando, Bersani fa il duro. Renzi, gli scissionisti? "Non li seguirà nessuno"

. Politica

Scissione nei fatti. Il giorno dopo l'Assemblea nazionale - quella che Enrico Letta, con un tweet da Parigi, chiama il 'cupio dissolvi' del Pd - registra l'ultimo tentativo di mediazione per evitare la spaccatura anche formale dei Dem: è quello del ministro Andrea Orlando che si è detto disponibile a candidarsi alla segreteria nel corso del congresso "se questo servisse ad evitare la scissione". Ma le mosse della minoranza  (Emiliano, Speranza e Rossi) che ieri sera ha chiuso con Renzi vanno in un altro senso, tanto è vero che i bersaniani hanno già fatto sapere che domani non parteciperanno alla direzione che deve occuparsi proprio delle regole del congresso, quel congresso su cui il segretario ha impostato la sua road-map convinto (vedi il colloquio con La Stampa) che gli scissionisti "non li seguirà nessuno dopo che ho scoperto il loro bluff". Ma torniamo a Orlando che con Cuperlo e Damiano (tutti e tre ex-Ds) ha dato vita ad una nuova area dentro il Pd alla luce dell'ormai quasi certa scissione per "rifondare" il Pd. "Qualunque problema abbia il partito - ha detto stamane in tv il ministro della Giustizia - l'idea che lo si possa risolvere con la scissione è sbagliata: apre un fronte che consente alla destra di rafforzarsi". Quanto alla sua candidatura alla segreteria del partito, Orlando ha risposto così: "Non mi pare serva mettere altri candidati alla segreteria in lizza. Se  mia candidatura impedisse la scissione sarei già candidato. Non ho capito quale sia il problema in questo passaggio...". 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi