Emiliano resta nel Pd e sfida Renzi che "ringrazia"

. Politica

Era nell'aria. Michele Emiliano ha deciso di restare nel Pd e di sfidare Matteo Renzi al prossimo Congresso. Il governatore pugliese partecipa così alla direzione di oggi, che a meno di ulteriori e sempre possibili sorprese, segnerà anche la scissione della minoranza guidata da Bersani. Alla direzione nin parteciperà lo stesso Renzi, che vola vola negli Usa, non prima di un nuovo attacco ai suoi avversari, sempre più ex compagni di partito. Poi spiega i motivi del suo viaggio: "Priorità e' imparare da chi e' più bravo come creare occupazione, lavoro, crescita nel mondo che cambia, nel mondo digitale, nel mondo dell'innovazione". E mentre Prodi avverte "Questa scissione e'un suicidio", monta l'irritazione dei bersaniani. Loro non hanno cambiato idea ma la perdita di Emiliano alla loro causa e' un'altra sconfitta. Perché Emiliano porta con se' tutta la Puglia dem e non solo. La minoranza non e' presente alla direzione e non andra' neppure al Congresso, ne' parteciperà al suo svolgimento istituzionale, primarie comprese. Orlando rimane indeciso ed ha riferito che comunque la sua scelta non si basa sulle altre candidature. Insomma i candidati al prossimo Congresso potrebbero essere anche tre. Renzi che ha annunciato la sua candidatura, Emiliano che ha detto di volerlo sfidare e forse anche Orlando che viene considerato l'ultimo toglattiano della sinistra. Ovviamente Renzi "ringrazia" sia il governatore sia il suo ex ministro. Altrimenti avrebbe dovuto sostenere un Congresso plebiscitario. Con tutte le critiche conseguenti. Adesso potrà invece dire, che la sinistra nel Pd e' rimasta eccome ed e' anche ben rappresentata e che gli altri se ne sono andati per motivi di vendetta o peggio per la ricerca di ricandidature personali nel prossimo Parlamento.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi