La "stretta strada" degli scissionisti Pd, che potrebbero ri-chiamarsi "Democratici e Socialisti", DS

. Politica

Quello che si presenta davanti a Bersani e compagni e' un sentiero molto stretto e pieno di ostacoli. E' un vero rompicapo. Non tanto il nome, spunta l'ipotesi di chiamarsi "Democratici e Socialisti", vale a dire un richiamo al cuore, abbreviato DS, ma il problema sarà la linea da seguire per arrivare realmente a quell'8%, loro accreditato dagli attuali sondaggi. Innanzitutto come conciliare la doppia opzione: "Con il governo, leali fino al 2018, ma nel contempo osteggiare il Pd di Renzi". Visto anche il non tanto piccolo particolare che Gentiloni e', almeno al momento, il migliore alleato dello stesso Renzi. E come votare in Parlamento, per potersi distinguere? Altrimenti che sarebbero nati a fare. Insomma Bersaniani & compagni dovrebbero blindare "Paolo il calmo, anche se il suo e' un governo fotocopia  di quello dell'odiato Matteo". Ora per affrontare e sconfiggere il demone presente nella scissione, demone che sta agitando tutto il popolo della sinistra, che ben poco sta capendo, l'allegra brigata di Bersani dovrà sapersi inventare la linea politica, resa difficile anche dalla spinte di quella sinistra a sinistra della stessa sinistra che mal sopporta oltre che Renzi anche Gentiloni. Ecco la galleria di quel manipolo che cercherà di rinverdire le posizioni del glorioso Pci. E non si può essere sempre "ladri di storia" per vincere. I discendenti di Botteghe Oscure si sono reinventati dopo il crollo del muro, grazie a Tangentopoli che spazzo' via Dc e Psi. E si sono presi il ruolo di socialisti. Ma davvero c'e'qualcuno che crede che la storia del Pci e quella dei socialisti liberali, prima di Saragat e poi di Craxi, abbiano qualcosa in comune? E che l'utopia dell'unione tra culture profondamente differenti come quella degli ex Pci e dei democristiani, anche se di sinistra, potesse durare a lungo?  I due personaggi protagonisti sono Massimo D'Alema e Pierluigi Bersani. Tra l'altro tra loro esiste se non proprio un odio una profonda disistima. Una volta Bersani era il primo seguace del lider Maximo. Che pero' poi, almeno nel pensiero di D'Alema, tradì. Arrivando quando ancora era segretario a non inserirlo nemmeno nella rosa dei candidati al Quirinale. D'Alema avrebbe avuto anche possibilità di successo. "Il capotavola sono io", celebre motto di D'Alema. Per i nemici e' "il rottamato esperto in vendette". Bersani invece e'  uno un po' sfigato in politica, perché e' vero che non e' stato aiutato dalla dea bendata nella sua serie di collezione di "sconfitte", ma si sa nella politica la sfortuna non e' vista  ne' come un'attenuante, ne' come una giustificazione.

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