Pd: e tre, anche Orlando si candida contro Renzi. Una cinquantina gli scissionisti in Parlamento

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Era nell'aria da qualche giorno ma oggi ha deciso: anche Andrea Orlando, ministro della Giustizia, si candida alla segreteria del Pd contro Renzi. E con Michele Emiliano ora sono in tre a contendersi la leadership nel partito. "Ho deciso di candidarmi perché credo e non mi rassegno al fatto che la politica debba diventare solo prepotenza. Ho deciso di farlo - ha spiegato Orlando - perché credo che ci voglia responsabilità e credo che il Pd debba cambiare profondamente per poter essere utile davvero all'Italia e ai problemi degli italiani, che in questo momento stanno vivendo momenti difficili". Mentre Renzi è in California proseguono alacremente i lavori nel cantiere scissionista di Bersani, Speranza e Rossi. E' caccia alle adesioni mentre si mette a punto l'occasione pubblica per il varo ufficiale del nuova forza politica che nasce da una costola del Pd e si studiano varie ipotesi sul nome da dare alla nuova creatura. Secondo voci di Transatlantico sarebbero una ventina (su 303) gli scissionisti Pd alla Camera cui si aggiungerebbero i 17 deputati che porterebbe in dote Arturo Scotto dopo la scissione in Sel-SI: il doppio di quelli necessari per formare un nuovo gruppo a Montecitorio (ne bastano 20). Al Senato già in 13 i bersaniani pronti a fare gruppo (a Palazzo Madama ne bastano 10). In tutto, al momento, una cinquantina di parlamentari cui vanno aggiunti tre eurodeputati. C'è poi Vasco Errani, da sempre un fedelissimo di Bersani, pronto ad annunciare la sua scelta di campo.  

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