Primarie Pd il 30 aprile. Con Orlando appoggiato da Napolitano gli ex Pci rimangono nel Pd

. Politica

Pd, e' deciso. Saranno il 30 aprile dopo il via libera della direzione e qualche immancabile discussione interna. Prima si era pensato al 23 aprile, ma Emiliano era contrario, così come Orlando che avrebbe voluto votare addirittura a novembre, convinto con quella data di potere vincere con il 70%.  Il risultato finale appare scontato, con Renzi riconfermato segretario. Ma la presenza di Orlando e' molto importante politicamente (e questo non puo' fare certo dispiacere a Renzi), perché vuole dire la permanenza nel Pd della cultura proveniate dal Pci ed insieme la prosecuzione del sogno di Veltroni quando al Lingotto di Torino lancio' con passione la sfida per un partito maggioritario che unisse le culture progressiste di diversa anima, quella socialista e quella cattolica.  E se e' vero che quasi tutti i big stanno con Renzi, Orlando ha vicino a se' presenze eccellenti. Innanzitutto, Giorgio Napolitano, ma anche Fassino, e non e' roba da poco,  ed un altro rampollo della gioventù comunista, Zingaretti. Non e' un caso, nonostante la sua giovane eta, 48 anni, che Orlando venga chiamato affettuosamente l'ultimo dei togliattiani. Ma dal punto di vista pratico l'appoggio più importante per il ministro della Giustizia e' quella del potentissimo, e sempre accuratamente lontano dai riflettori, Ugo Sposetti. Cioè di colui che, con grande stizzito disappunto di D'Alema, tiene ben strette in mano le chiavi del tesoro della Quercia, lui che ne era il tesoriere. Si tratta di 2000 immobili e numerose opere d'arte e si sa quanto costino le varie campagne in politica. Per andare sui pronostici a Renzi dovrebbe andare suppergiù il 70% ad Orlando il 30%. Emiliano appare fuori dai giochi che contano e dal ballottaggio finale. Il 30% finale rappresenterebbe per Orlando il successo di avere ottenuto la significativa presenza di una minoranza interna,  sia in termine di numeri che di candidature per le prossime elezioni. E un altro duro colpo a Bersani & compagni dati, come Alfano a poco più del 3% e a rischio soglia nel caso non riuscissero ad entrare in una coalizione. Quindi "appesi" al giudizio di Renzi.

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