Gli scissionisti del Pd hanno scelto il nome: 'Democratici e Progressisti', lavoro e giovani prima di tutto

. Politica

Intanto hanno scelto il nome. 24 ore dopo la decisione del Pd sulla data delle primarie (il 30 aprile) gli scissionisti, la costola sinistra Dem appena uscita dal partito sbattendo la porta, hanno annunciato come si chiamerà da oggi in poi la nuova creatura politica voluta da Bersani, D'Alema, Speranza e Rossi: "Articolo 1 - Democratici e Progressisti", che quasi certamente, sempre da oggi in poi, sarà abbreviato in DP. "L'articolo 1 della Costituzione, 'L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro', è il tratto identitario più bello della nostra comunità. Noi siamo questo, è il nostro simbolo, il nostro progetto per l'Italia" ha detto Roberto Speranza presentando il nuovo partito nel corso di una convention a Roma. Democratici e Progressisti può contare finora su una cinquantina di parlamentari, compresi i 17 deputati ex-Sel, e su un consenso elettorale che i sondaggi danno intorno al 3-3,5% ma con un bacino 'potenziale' che arriva al 9%. Ma le speranza in DP sono anche più ottimistiche: "Ci chiedono quanto prenderemo - ha detto Enrico Rossi - quello che c'è oggi sui giornali non è poco. Siamo appena nati, ve ne faremo vedere delle belle...". Quell'articolo 1 della Carta è ancora un'incompiuta, pertanto - ha spiegato Speranza - "il nostro primo punto nell'agenda di governo è dare risposta a questo dramma sociale. Lavoro e giovani innanzitutto" per superare "la frattura che si  determinata in questi anni tra il popolo e la sua rappresentanza sul lavoro, la scuola e l'ambiente". Speranza ha  indicato nel Jobs Act, nella Buona Scuola e nel referendum sulle trivelle i passaggi 'renziani' che "hanno creato una rottura tremenda". La nuova creatura nasce "per unire e non per dividere", per costruire una sinistra, rifondare il centrosinistra e ricucire quella frattura individuando come avversari "la destra e la deriva populista".

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