Renzi senior, "I Pm mi interroghino, mai chiesto o preso soldi"

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"Non ho chiesto soldi, non li ho mai presi, non ho nulla da nascondere". Si difende il papà di Matteo Renzi nella bufera - che investe non solo lui ma indirettamente anche l'ex-premier - dopo essere stato indagato per traffico di influenze nell'inchiesta Consip, la centrale d'acquisto della pubblica amministrazione. Tiziano Renzi afferma la sua assoluta estraneità ai fatti che gli vengono contestati (per i pm si faceva promettere denaro come compenso della mediazione realizzata sfruttando le sue relazioni con l'ad di Consip, Marroni) e chiede di essere ascoltato al più presto dai magistrati. "Non ho mai chiesto soldi. Non li ho mai presi. Mai. E credo che i magistrati abbiano tutti gli strumenti per verificarlo. Non vedo l'ora che venga fuori la verità: voglio essere interrogato, voglio che verifichino tutto di me, non ho nulla da nascondere. Nulla". E per quanto riguarda le affermazioni di Alfredo Mazzei, il commercialista amico di Alfredo Romeo, arrestato per corruzione nella stessa inchiesta, intervistato da Repubblica, Tiziano Renzi le smentisce: "Non ho mai fatto cene segrete in bettole in vita mia, come scrive qualcuno. Conosco effettivamente Carlo Russo, del cui figlio sono padrino di battesimo, ma leggo cose sui giornali di cui non so assolutamente nulla". Nell'articolo si fa riferimento ad un "incontro segreto" tra Tiziano Renzi, Romeo e Russo "in una trattoria senza pretese con ingresso riservato". "Mi sembra di vivere un incubo. Sono stato indagato due anni fa per la prima volta in vita mia e mi hanno assolto ma la notizia è stata riportata in qualche trafiletto. Spero solo che il giorno in cui tutto questo finirà - conclude la nota di Tiziano Renzi - ci sarà lo stesso spazio sui giornali che c'è oggi. Vivo perché i miei nipoti sappiano che io sono quello che hanno sempre conosciuto e non ciò che i giornali scrivono oggi".

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