Renzi "azzoppato" , ma sapeva? Primarie ad ostacoli tra voci ed abbandoni

. Politica

Babbo Renzi sempre più nei guai. Le accuse fioccano e sono tante e gravi anche se lui non e' mai chiamato in ballo direttamente ne' da intercettazioni, ne' da documenti. Diversi soggetti parlano di Tiziano Renzi accreditandogli un ruolo da faccendiere e da mediatore di grossi appalti, con tanto di elargizioni, quelle comunemente chiamate tangenti. Ma mai neppure una volta e' Renzi senior ad essere direttamente ascoltato dagli investigatori. Potrebbe quindi essere anche tutta un'altra storia realizzata da personaggi spregiudicati che millantavano amicizie importanti per ottenere favori e denaro. Come sono andate le cose sarà ovviamente la magistratura a stabilirlo al termine di un'indagine che prosegue a ritmo serrato. Sta di fatto che questa vicenda e' un po' come la merda, più la giri più puzza. Ed inguaia terribilmente dal punto di vista politico Matteo Renzi, che e' già rimasto azzoppato. In molti stanno pensando di mollare il carro del vincitore, per il timore che diventi invece un carro funebre. Così le primarie del Pd che sembravano scontate si annunciano più aperte che mai. Con Fassino e Franceschini che vorrebbero convincere l'ex segretario a rinviarle a bufera conclusa. Ma Matteo invita alla calma e va avanti, nella sua campagna elettorale. Le primarie sono state fissate per il prossimo 30 aprile, con il ballottaggio, tra i due maggiori votati, la settimana successiva il 7 maggio. Le regole del Pd prevedono pero' che se nessun candidato alle primarie superi la soglia del 50%, la sfida si sposti nell'Assemblea nazionale. In questo caso toccherebbe ai delegati scegliere il nuovo leader. E gli equilibri interni potrebbero anche modificare il risultato emerso dalla consultazione popolare. Quindi Renzi non solo deve battere Emiliano e Orlando ma deve avere pure più del 50% per ridiventare segretario. Nelle attuali condizioni una sorta di corsa ad ostacoli. Tra l'altro tra i renziani comincia a serpeggiare il pessimismo e qualcuno teme anche le manette per babbo Renzi. Nel tutto comincia d insinuarsi la più velenosa delle domande possibili all'ex premier: "Fu tutto a sua insaputa?". L'Espresso in un editoriale pone lo scabroso interrogativo. "Nemesi vuole - scrive Tommaso Cerno - che già Dante Alighieri, fiorentino, esiliato per giunta dalla sua città, scrivesse nel Purgatorio che 'rade volte risorge per li rami l'umana probitate", cioè che poco spesso le virtù dei padri (di conseguenza i difetti) passano ai figli. E questo perché, nella visione medioevale dei destini, spettava solo a Dio diffondere sapienza e virtù. Ecco perché l'inchiesta che mette in luce un 'sodalizio' e rivela nuovi, importanti elementi nelle relazioni pericolose, in terra di Toscana, tra Tiziano Renzi, padre dell'ex premier, Denis Verdini, ex berlusconiano, legato ai Renzi (e fresco di una condanna per bancarotta a nove anni)  e Luca Lotti, ci pone di fronte ad una questione fondamentale. Quella di sapere, con certezza, cosa Matteo Renzi sapesse, direttamente o indirettamente, rispetto ai fatti ipotizzati nell'inchiesta Consip. Ombre che si stendono su tre figure chiave: il genitore, l'alleato scomodo, l'amico e fedelissimo di governo".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi