Consip: Babbo Renzi, caccia all'uomo senza pistola fumante. L'accusa, "soldi sotto il mattone" e bistecchine

. Politica

Da quello che sta emergendo dall'inchiesta Consip risulta uno spaccato da fare invidia ai tempi di Tangentopoli. Abbiamo vari personaggi, alcuni tirati in ballo direttamente, ed altri come babbo Renzi solo per riferito. Al momento nessuna pistola fumante anche se e' partita la caccia all'uomo. La preda e' troppo importante politicamente per non destare il sospetto che insieme ad un'azione giudiziaria sia in pieno svolgimento un'operazione politica. Sbarazzarsi di Matteo Renzi tramite le allegre amicizie di babbo Tiziano. Come sempre tutto ad orologeria. Referendum perso e via all'inchiesta che era nei cassetti da tempo, tanto che furono anche rinvenute delle microspie. La cornice che stanno valutando i magistrati si sta delineando. Il personaggio principale finito in carcere (ci era già stato per 79 giorni nel 2008  in un processo che poi si concluse con l'assoluzione in Cassazione) e' Alfredo Romeo, imprenditore napoletano "re" degli appalti nella sua città, almeno fino all'arrivo di De Magistris come sindaco. Lui, ex compagno dandy, amante dei fiori e degli affari, si presentava all'inizio degli anni ottanta nella sezione del Pci di Chiaia-Posilippo. I suoi vecchi compagni se lo ricordano ancora quando entrava addobbato con foulard, cravatta e principe di Galles, lasciando sul tavolo preziosi tomi di iridologia e altre cose alternative, rari per i tempi e guardati in modo sospettoso dai compagni più ortodossi. Questo signore poi lascio' la vita di sezione per abbracciare il mondo capitalista con l'intenzione, negli ultimi tempi di allargare il suo campo d'azione ben oltre Napoli. Eccolo così' alle prese con il contratto dei contratti, quello da 2,7 miliardi della Consip. Allora come prima cosa pensa ad avvicinare Renzi e per questo finanzia regolarmente con 60mila euro la fondazione Open che sostiene l'ex segretario. Ma non ottiene nulla, neppure un incontro. Ed allora pensa di costruire un "accordo quadro" vale a dire un sistema capace di funzionare permanentemente al di la del singolo appalto. Ecco allora entrare in campo un altro imprenditore, tale Carlo Russo, toscano e nel campo farmaceutico, appena 33 anni, chiamato affettuosamente "il ragazzo" da babbo Renzi. E' lui l'anello di congiunzione, quello a cuì sarebbero state affidate le varie operazioni. Eseguite rigidamente con il "metodo della mattonella", ovvero soldi in nero, che doveva essere nelle intenzioni degli indagati il modo più sicuro. Romeo avrebbe chiesto se il "dottore era soddisfatto" (nella interpretazione dei carabinieri si tratterebbe di Tiziano Renzi), ricevendo riposta affermativa. Quindi un giro di presunte mazzette in contanti. C'e' poi la storia delle bistecchine. Romeo tiene moltissimo a far si' che l'accordo quadro lo porti ad incontrare Luigi Morroni, l'ad di  Consip. E Russo si mostra sicuro: "Certo, anche Marroni, basta che appunto magari che ne so'…a casa di Tiziano, si fa una bistecca". A fine agosto ritorna il tema. Romeo chiede conto: "Ce la facciamo a mangiare questa bistecchina? Si risolve i problemi e si fa una camminata bistecca al mese, io me la posso mangiare, la nutrizionista ha detto di non mangiare carne rossa, ma una volta al mese, anzi anche una volta ogni 15 giorni fa bene". E ancora: "E quindi io vengo a magiare una bistecca ogni mese, secondo me dobbiamo fare un ragionamento periodico perché così non si rischia, uno le telefonate, due che e' una cosa ordinata, che non e' legata ad un episodio no, ad ogni mese io me ne vado a Villa San Michel magari la sera". Il maggiore concorrente di Romeo per un appalto per la gestione delle pulizie nei palazzi del centro storico a Roma era la società Coley con dietro Bigotti (definito da Bocchino, ex An, consulente di Romeo, anche cui indagato per traffico di influenze "lo straniero", perché imprenditore piemontese). A sua volta dietro Bigotti ci sarebbe Denis Verdini, legato alla famiglia Renzi. Dalle carte quindi emerge anche un ipotetico doppio gioco di babbo Renzi tra Verdini e Romeo. Intanto oggi è' stato interrogato Tiziano Renzi, mentre il figlio Matteo ha confermato "avanti tutta" con le primarie, nessun rinvio. Potrebbe essere visto come un segno di debolezza.

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