Renzi senior interrogato nega tutto "Abuso di cognome". L'ex-premier, "Se colpevole pena doppia"

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Interrogato per tre ore a piazzale Clodio dai pm di Roma e Napoli titolari dell'inchiesta Consip, Tiziano Renzi - indagato per traffico di influenze - ha lasciato gli uffici della Procura di Roma in serata senza fare dichiarazioni. A parlare ci hanno pensato i suoi avvocati: Renzi senior - hanno riferito- "ha risposto a tutte le domande, ha ribadito di non aver mai chiesto o preso soldi, di non aver mai conosciuto Romeo (l'imprenditore campano arrestato per corruzione) e di non essere mai stato in Consip". Insomma "un classico caso di abuso di cognome". A Firenze nell'ambito della stessa inchiesta è stato interrogato Carlo Russo, amico di Tiziano Renzi e anche lui indagato: si è avvalso della facoltà di non rispondere su nostro consiglio - hanno detto i suoi avvocati - finchè la difesa non entrerà in possesso di tutti gli atti per essere messa in condizioni di parità con l'accusa. Sulla bufera che ha investito il padre è intervenuto in serata a 'Otto e mezzo' l'ex-premier: "Se c'è un parente di un politico indagato in passato si pensava a trovare le soluzioni per scantonare il problema ed evitare i processi. Io sono fatto in un altro modo: per me - ha detto Matteo Renzi - i cittadini sono tutti uguali. Anzi. Se mio padre secondo i magistrati ha commesso qualcosa mi auguro che si faccia il processo in tempi rapidi. E se è davvero colpevole dovrebbe essere condannato di più degli altri, per dare un segnale, con una pena doppia. I processi si fanno nelle aule di tribunale e non con gli articoli di giornale".  Renzi è intervenuto anche sul caso Lotti, sotto attacco dei Cinquestelle (che hanno presentato una mozione di sfiducia individuale nei suoi confronti) per la stessa inchiesta. Lotti deve dimettersi? gli è stato chiesto. "A mio giudizio assolutamente no - ha risposto l'ex-premier - conosco Lotti da anni ed è una persona straordinariamente onesta, lo devono sapere sua moglie e i suoi figli. Io non scarico mai gli altri: non l'ho fatto con Delrio, Boschi e ora Lotti. Non accetto processi sommari".

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