Inchiesta Consip: troppe fughe di notizie, tolte le indagini ai carabinieri del Noe

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Nel caso-Consip ci sono state troppe fughe di notizie coperte da segreto, sia verso gli indagati sia verso i giornali, e la Procura di Roma ha deciso di correre ai ripari 'punendo' i carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico), che si è fin qui occupato delle indagini sia a Napoli sia nella capitale, revocandogli l'incarico di continuare a svolgere pedinamenti e intercettazioni. Il seguito dell'inchiesta è stato dunque tolto al Noe e affidato ad un altro reparto sempre dell'Arma: il Nucleo Investigativo di Roma. Una decisione per molti versi clamorosa che è destinata a rendere ancora ancora più intensa la bufera politico-giudiziaria scoppiata intorno agli appalti del mega-centro per gli acquisti della pubblica amministrazione. La svolta con un comunicato della Procura retta da Pignatone: "Accertamenti fin qui espletati hanno evidenziato che le indagini del procedimento a carico di Alfredo Romeo ed altri sui fatti (poi) di competenza di questa Procura sono state oggetto di ripetute rivelazione di notizie coperte da segreto sia prima che dopo la trasmissione degli atti a questo Ufficio, sia verso gli indagati o comunque verso persone coinvolte a vario titolo, sia nei confronti degli organi di informazione. Per una esigenza di chiarezza - prosegue il comunicato - la Procura di Roma ha pertanto revocato al Nucleo Operativo Ecologico la delega per le ulteriori indagini che è stata affidata al Nucleo Investigativo di Roma dell'Arma dei Carabinieri". Quanto agli sviluppi dell'inchiesta l'imprenditore Alfredo Romeo, arrestato per corruzione e rinchiuso a Regina Coeli, ha affermato la sua innocenza tramite i suoi legali: "Non è vero nulla, sono vittima di una strumentalizzazione che mi sembra solo la conseguenza di un’aspra contesa di natura politica". Sul piano delle reazioni politiche, differenti valutazioni nel Pd sul ministro Luca Lotti, indagato nell'inchiesta Consip, invitato ieri da Cuperlo a fare "un passo di lato". Renzi invece lo ha difeso e lo stesso ha fatto oggi Andrea Orlando, il ministro del Giustizia e candidato alle primarie Pd, parlando alla riunione della sinistra dem: "Lotti ha tutto il diritto di restare, ciò che sta emergendo è cosa diversa rispetto al suo avviso di garanzia". Dall'opposizione prosegue l'attacco dei Cinquestelle a Lotti (il M5s ha presentato una mozione di sfiducia individuale nei suoi confronti) e Renzi che, secondo Beppe Grillo - in un post sul blog intitolato "Oggi a me e domani al mi babbo - sarebbe riuscito a "rottamare solo il padre".

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