Renzi accerchiato e ingrassato, e' un "tiro al bersaglio contro l'anatra zoppa" pero' dato vincente alle primarie con l'80%

. Politica

La scorsa estate, secondo una ricostruzione pubblicata da Il Foglio e mai smentita, Massimo D'Alema andava confidando agli amici che Matteo sarebbe caduto presto per via giudiziaria. Non e' una cosa nuova quella di rumor su possibili indagini nei corridoi di Montecitorio. Al tempo riguardarono anche lui, D'Alema. Non sempre poi accade. Questa volta la previsione invece si e' rivelata fondata, almeno per quello che riguarda guai giudiziari, anche se indiretti. E'colpa dell'intreccio politica-magistratura, dal quale la politica non si e' mai liberata dai tempi di Tangentopoli. Ovviamente la colpa maggiore e' della politica, perché continua pervicacemente ad usare le inchieste per delegittimare e possibilmente distruggere gli avversari. La magistratura fa il suo dovere, quasi sempre, indagare su ipotesi di reato e' il suo compito. Ovviamente anche qui c'e' un limite, non dovrebbe costruire teoremi, per  convinzioni ideologiche di qualcuno, che poi magari vengono smontati dai fatti. Sta di fatto che questa volta quel Matteo Renzi all'apice della sua fulmine ascesa politica, quando trattava il Patto del Nazareno con l'anatra zoppa Berlusconi, mai avrebbe pensato da li' a poco di trovarsi in difficoltà e con una campagna mediatica tutta rivolta contro di lui. E' un fioccare di giudizi, con il Corriere che parla della "metamorfosi di Matteo" e lo descrive come sotto assedio. "Non e' più lui, quello incontenibile e spavaldo del 4 dicembre. Sente che i suoi proclami non mordono più", scrive Pierluigi Battista. Che spiega: "Tra stress, inciampi e nemici che si moltiplicano Matteo non sorride più". Dopo la batosta al referendum aveva architettato un percorso che ora sembra irto di ostacoli. Non riesce più a dettare l'agenda. Ancora: "Non gli ne va bene una". L'incarognimento della politica sfrutta le vicissitudini del padre. E lo prendono anche in giro perché ha messo su, sarà per lo stress, qualche chilo di troppo. Glielo rinfacciano  e, lui, Matteo Renzi ex premier ed ex segretario del Pd, se la prende molto". C'e' anche chi paragona i suoi guai a quelli di Craxi ad inizio di Tangentopoli, quando pensava di potere tornare a palazzo Chigi. Ma sono altre storie ed altri uomini. Per L'Annunziata invece c'e' una sorta di "nemesi del complotto". "Renzi e' arrivato al punto in cui un politico non dovrebbe mai arrivare il 'Ci vogliono fare fuori, il disegno e' evidente'", scrive la giornalista. A suo avviso "c'e' qualcosa di triste nel vedere un politico così giovane arrivare così presto a un classico della vecchia politica. Meglio un classico dell'invecchiamento in politica. Non c'e' mai stato infatti segno migliore del concludersi di un ciclo personale e di partito della famosa  spiegazione dell'altro da se'".  Ora bisognerà vedere se questa volta il sistema Woodcock sortirà qualcosa. Molte volte ha fatto un buco nell'acqua con inchieste che si basavano quasi esclusivamente sulle intercettazioni. Perché e' anche vero come scrive Sallusti (non riferendosi a Woodcock) ma facendo una disamina generale che "C'e' una giustizia che ha poco a che fare con i codici e con il diritto e tanto con l'ambizione e il narcisismo mediatico, con la politica e con il giornalismo". Aggiungendo: "E' come, anzi peggio, delle logge segrete e malandrine che si prefigge di smascherare". Nel tutto Renzi va avanti ed a fine aprile affronterà il voto per le primarie. I sondaggi nostante la bufera lo accreditano di oltre l'80%. 

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