Renzi, "Umanamente vicino a mio padre ma io sto con i giudici"

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Umanamente vicino al padre Tiziano, indagato nell'inchiesta Consip, ma lui sta dalla parte dei giudici. Matteo Renzi parla così nel salotto di Vespa a proposito della bufera politico-giudiziaria che vede coinvolto anche il genitore. "Ci sono due dimensioni profondamente diverse. Una è la dimensione del figlio, che quando vede il padre in difficoltà è umanamente preoccupato ed è anche molto lieto dei valori che la famiglia gli ha trasmesso. Ma dal punto di vista istituzionale io non entro minimamente nella questione delle indagini, non la giudico. Ho servito la bandiera del mio paese. Io sto dalla parte dei giudici" ha detto Renzi a Porta a Porta ribadendo più volte di non voler metter bocca sull'indagine in corso: "Mio padre ha un avvocato, si difende, racconta cosa è successo, ed è assolutamente certo di essere innocente e fa la sua parte. Io da figlio, vivo la dimensione umana di questa vicenda, ma rispetto le istituzioni. Non c’è alcun legame di sangue che viene prima della legge. Mio padre non si è assolutamente avvicinato a incarichi pubblici mentre io ero a Palazzo Chigi. Ma questo è il minimo sindacale. Io umanamente sono dispiaciuto. Non è che siamo robot. Ma mio padre mi ha insegnato i valori della legalità e so che la penserebbe così". Ad una domanda sugli altri indagati Lotti e Del Sette l'ex-premier si è detto certo della loro innocenza: "Il ministro dello Sport insieme al comandante dell’Arma Tullio Del Sette, persona straordinaria cui va la mia stima profonda, è accusato di rivelazione di segreto di ufficio. Credo non vi sia nessuna responsabilità di Lotti e Del Sette, lo vedranno i magistrati. Sono certo della loro innocenza". 

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