Consip, scontro nel Pd con il "buono" Orlando ed il "cattivo" Emiliano che incalzano Renzi

. Politica

Nel Pd, l'ultimo vero partito italiano (gli altri sono di plastica o peggio plastificati via web) e' in corso una sorta di "suicido assistito". Con il vecchio e mai abbandonato metodo della sinistra massimalista di cavalcare a propri  fini le inchieste giudiziarie. Quel partito che viene dalla storia comunista, con le storiche sezioni (Vassalli ricordava che Togliatti gli aveva confidato che la forza del Pci era quella di avere un sezione in ogni piccolo centro, come le parrocchie e la stazione dei carabinieri) si sta dilaniando in polemiche che non fanno bene alla sua immagine. e ne intaccano soprattutto quella tanto vantata superiorità morale. Così anche se con diversi toni, sia il "buono" Orlando, sia il "cattivo" Emilano incalzano Renzi in vista delle prossime primarie ritenendolo ferito in quella che sta diventanti mediaticamente una sorta di caccia grossa.  Caccia che probabilmente finira' per essere come un boomerang, una sconfitta anche e forse soprattutto per loro. Cominciano a sorger i primi dubbi sull'inchiesta Consip. Il teorema su babbo Renzi rischia di franare (non sarebbe la prima volta di Woodcock, reso famoso dai suoi molti buchi nell'acqua). I Pm sembrano brancolare nel buio. Non bastano alcuni bigliettini, subito battezzati "pizzini"ritrovati chissà come, ma in una discarica con su scritto "signor T". Ne' bastano delle intercettazioni altrui dove si faceva il  nome di Tiziano Renzi. Potrebbe essere semplice millanteria. Non c'e' alcun riscontro oggettivo su dazione di soldi o di altre regalie. Con il passare dei giorni la posizione di Matteo Renzi sembra rafforzarsi anziché indebolirsi. E' vero che i principali giornali italiani, il Corriere e la Repubblica, appoggiano la candidatura di Orlando, ma Renzi appare in decisa risalita verso il 70% alle primarie. Emiliano al momento sembra fuori dai giochi per il ballottaggio finale. Sul Corriere Palo Mieli, ex direttore del giornale, ha provato a stroncare Renzi "la partita e' apertissima". A prova della sua convinzione portava qualche giorno fa la tesi che Renzi avrebbe dovuto, almeno per un lungo periodo ritirarsi dalla politica, e non tentare una "rancorosa rivincita". Ma l'ex premier non sembra affatto intenzionato a farsi intimidire e vuole riprendersi il suo posto prima al Nazareno e poi a palazzo Chigi. Intanto Emiliano, il mangiatore di cozze pelose (tra l'altro prelibate soprattutto se mangiate con lo champagne) ha presentato la sua candidatura alle primarie nella storica sede del Pci di via dei Giubonari, sotto il ritratto di Enrico Berlinguer. Senz'altro molto diverso da lui sia politicamente che come stile. Emilano che e' uno anche furbo ha capito che era meglio non insistere tropo sulle dimissioni di Lotti, anche per non dare l'impressione di essere un incendiario, a tutto disposto pur di conquistare la vittoria. Così la sua e' diventata improvvisante una "mite rivoluzione". Ha spiegato: "Una volta tutti facevano un passo indietro. Ma queste decisioni le prende il presidente del Consiglio, lui ha detto che mantiene la fiducia a tutti. Per rispetto nei suoi confronti non dico che cosa avrei fatto al posto suo, perché e' il livello più basso al quale si puo' scendere in questo momento". Che si sia arrivati al livello più basso lo avra' certamente pensato anche Matteo Renzi.

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