Renzi torna al Lingotto per ripartire dall' "I care" di Veltroni, "Eredi non reduci"

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"Siamo eredi della migliore tradizione, non reduci". Poche ma significative parole aprono la kermesse di Matteo Renzi al Lingotto di Torino, da dove spera comincerà la sua "remuntada", non tanto interna visto che alle primarie viene dato in testa quasi al 70%, ma verso la ripresa della corsa per palazzo Chigi. Sotto il logo di un trolley, segno di continuo cammino, spiega: "Basta con la sinistra che vive di paura e nostalgia". Ancora "ripartiamo dai luoghi che hanno segnato la nostra storia. Il futuro non va più di moda ma e' la nostra sfida, la paura e' l'arma elettorale degli altri". Non e' certo un caso la scelta del Lingotto per lanciare la sua candidatura alle primarie, quella di Renzi e' stata una scelta precisa e ben ponderata. Esistono i luoghi che segnano una storia, quelli che ne raccontano le origini. Quelli in cui si torna per rigenerarsi, per riandare alla fonte, dove tutto era cominciato. Al Lingotto di Torino Walter Veltroni nel 2007 battezzo' il Pd, ll partito a "vocazione maggioritaria" mentre Prodi a palazzo Chigi era alle prese con un ampia maggioranza si' di sinistra ma molto frastagliata. Tanto che presto si ruppe. E se e' vero che anche per coraggio Veltroni, che non volle più allearsi con la sinistra massimalista. perse le elezioni contro Berlusconi nel 2008, e' altrettanto vero che lo stesso Berlusconi fu costretto a lasciata anzitempo nel 2011, anche per le risse interne alla sua colazione. Insomma la strada fu aperta da Velroni (famoso il suo I Care) e oggi Renzi la vuole ripercorrere. Nell'occasione, alla presenza del premier Gentiloni e di molti ministri, l'ex segretario e da oggi ufficialmente ricandidato per quella carica, critica le divisioni interne: "La sfida non e' il quotidiano nauseante ping pong di queste settimane e mesi che ha stancato anche gli addetti ai lavori e non ha senso". Renzi rilancia anche il significato della parola compagno: "Perché siamo qui? Per ridare senso alla parola 'compagno', che deriva dal latino cum panis, colui che divide il pane. Dobbiamo ritrovare il gusto di condividere e di discutere". Oltre duemila i presenti nella ex fabbrica della sinistra, un "super pieno", come soddisfatto ha rilevato Renzi nel prendere la parola.

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