"L'assoluzione" di Minzolini con i voti del Pd riapre i giochi per Berlusconi

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"Berlusconi e' soddisfatto per Minzolini e perché e' ben consapevole che rafforza la nostra posizione a Strasburgo", lo dice Niccolo' Ghedini, deputato di Forza Italia e avvocato dell'ex premier in un'intervista al Corriere dopo il voto del Senato che ha "salvato" Minzolini dagli strali della legge Severino. Ora Forza Italia, a buon diritto, può sostenere come la norma della legge Severino sulla decadenza sia servita solo per il loro leader e chiedono di cancellare "l'infamia". Ghedini e' più sicuro sulla sorte di Berlusconi: "La Corte di Strasburgo dopo questo voto ci dara' ragione". L'ottimismo cresce dopo non pochi dubbi, dovuti anche ad un pare non favorevole, come sperato da Berlusconi, del governo italiano alla Corte dei diritti dell'uomo. Quello che sostiene da sempre Ghedini e' che la Severino e' entrata in vigore dopo l'ipotetica consumazione dei reati e quindi viene, contrariamente ad un principio che costituisce un fondamento dei dritto, applicata in modo retroattivo. Ma questi sono solo gli aspetti tecnici della vicenda che ora vede sovrapposti i casi di Minzolini e di Berlusconi. Il dato emerso ieri al Senato e' tutto politico. E riapre i giochi per Berlusconi. Il voto del Senato e' una svolta. Il Parlamento ha inteso riappropriarsi della sua autonomia, prevista dalla Costituzione, sul "partito dei giudici". Perché si riapre di fatto anche il caso del Cavaliere? Perché, secondo i forzasti, e' stato "dimostrato che la decadenza di un condannato non e' vero che sia automatica ma e' una libera scelta degli eletti e quindi un fatto politico". Altro dato politico che ha fatto gridare allo scandalo le opposizioni e' che l'assoluzione di Minzolini sia avvenuta con i voti determinati di 19 Pd. Si e' anche gridato ad un patto di scambio, Lotti-Minzolini. Tutto da provare. Comunque i cinquestelle hanno approfittato dell'occasione per farne una arma di propaganda. I seguaci di Grillo riaccendono la tesi di un nuovo Patto del Nazareno, costruito ad arte per arrivare ala fine alla liberazione del vero ostaggio della politica italiana, Silvio Berlusconi. Anche se e' vero per la cronaca che i renziani che hanno votato per Minzolini non sono molti. Forse più che di patto politico si e' trattato di altro. Da palazzo Madama e' emerso il malumore di un ventre molle parlamentare ostile a un potere giudiziario accusato di fare politica, e quindi pronto a rivendicare la propria autonomia votando contro la decadenza di un suo esponente. Le ultime vicende dell'inchiesta Consip con tutti i suoi strascichi e veleni ha lasciato il segno. E siamo solo all'inizio.

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