Grillo taglia corto: il garante sono io, chi non è d'accordo si faccia un suo partito

. Politica

"Il garante sono io, chi non è d'accordo si faccia un suo partito" dice Grillo che va al contrattacco sul caso Genova. La domanda è: Grillo inteso come Beppe, co-fondatore del Movimento 5 stelle, o forse anche un pò Grillo come il Marchese, quello reso famosissimo da Alberto Sordi nei panni del nobile Onofrio, gaudente e ribelle nella Roma papalina del 1809 alla corte di Pio VII, quello per intenderci del "Io so' io e voi nun siete un cazzo"? Lo statuto M5s dice che ha parlato il primo, il tono delle battute del co-fondatore e garante del MoVimento lascia un pò di spazio al secondo. Fatto sta che la destituzione, decisa senza spiegazioni circostanziate con un post sul blog, della candidata sindaco di Genova eletta online, Marika Cassimatis, per favorire il candidato più gradito a Grillo, Pirondini, è una vicenda che sta agitando la base grillina. La decisione di scaricare la Cassimatis sta provocando la fuoriuscita di diversi esponenti locali dei Cinquestelle e non solo in Liguria in polemica con l'intervento giudicato a gamba tesa del garante, intervento approvato invece dai dioscuri Di Maio e Di Battista ("Grillo ha detto: fidatevi di me, e noi ci fidiamo"). Sulla bufera genovese Grillo non accenna nessuna marcia indietro anzi  è andato al contrattacco: "Dobbiamo intenderci su che cos'è la democrazia. Una democrazia senza regole non è una democrazia. Noi - ha spiegato oggi Grillo - abbiamo le nostre regole e io, da garante, le faccio rispettare. Chi non è d'accordo, si faccia il suo partito".

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