Manita di Grillo al Pd, M5S al 32,3%, Pd al 26,8. Come una federazione del centrodestra. Bersani e Alfano rischiano di non entrare in Parlamento

. Politica

Grillo, nonostante le tante disavventure della sindaca Raggi ed i tanti e reiterati problemi con la base, vola nelle intenzioni di voto e stacca con la classica manita, cinque punti, gli eterni rivali del Pd. Che si ferma al 26,8 e che ora deve cominciare a preoccupassi e a riflettere. Sempre che sia ancora possibile invertire la rotta e non si tratti invece di un'implosione devastante e strisciante. La fotografia dello stato delle cose in politica e' quella di Nando Pagnoncelli per il Corriere. Alcune situazioni hanno sicuramente influenzato lo sbandato elettorati del Pd. Prima tra tutte la scissione di Bersani & compagni (ci sono anche le inchieste sulla Consip e il caso Minzolini), che pero' sembra solo avere apportato danni senza benefici. Infatti Bersani e' dato intorno al 3% e quindi a rischio di non superare la soglia di sbarramento del 3% se non si coalizzerà prima del voto. Storia ancora peggiore per Alfano che si arrampica sugli specchi della politica e fonda Alternativa polare per togliere l'aggettivo destra al suo piccolo partito. Ma i sondaggi gli concedono appena un 2,8% che potrebbe anche ridursi alle elezioni come sempre succede per le formazioni più piccole, dato lo spirito ormai maggioritario (anche se si dovesse votare con il proporzio Alle) entrato nella testa degli italiani. Intanto Berlusconi, zitto, zitto (si fa per dure) se riuscira' a fare una federazione, o coalizione che sia, con Salvini e la Meloni, potrebbe arrivare al ballottaggio. Infatti sia FI che Lega sono date prossime al 13%. E alla somma dei due partita, il 26% va aggiunto il 4,6% di rateali d'Italia. Con un complessivo, 28,6%.  Quasi la cifra del Pd. C'e' da dire che se Bersani alla fine potrebbe venire a più miti consigli, sempre se Renzi fosse d'accordo, e realizzare una colazione che riporterebbe più in alto il Pd, altrettanto, difficilmente, molto difficilmente potrà fare Alfano. Perché i sondaggi dicono che se il Pd da una parte o FI Italia dall'altra dovessero stabilire un'amenza con lui, perderebbe più voti di quelli che potrebbero conquistare. La lezioni e' servita al Pd alle amministrative per non ripetere certi errori. Quindi Alfano tanto "inutile" nelle alleanze pero' potrebbe diventare "utile" sia a destra che a sinistra se dovesse riuscire a superare lo sbarramento del 3%. 

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