Di Maio: "Troppi criminali rumeni in Italia". Anche Bucarest protesta e lui spiega: "Inopinabile, lo ha detto un vostro ministro"

. Politica

Troppi criminali rumeni in Italia. Un post di Luigi Di Maio, vice-presidente della Camera ed esponente di punta dei Cinquestelle, provoca quasi un incidente diplomatico con Bucarest e una pioggia di reazioni sui social, politiche ma anche di rumeni che vivono e lavorano onestamente nel nostro paese. Quindi la precisazione di Di Maio che sul blog di Grillo ha spiegato che i numeri da lui citati sono esattamente quelli forniti da un ministro della Giustizia rumeno nel 2009 e che lui ne ha preso semplicemente atto come un fatto "inopinabile". "L'Italia ha importato dalla Romania il 40% dei loro criminali. Mentre la Romania sta importando dall'Italia le nostre imprese e i nostri capitali. Che affare questa Ue!" aveva scritto Di Maio l'altro ieri. Ma quando le reazioni polemiche e indignate hanno cominciato ad infittirsi, alcune con la richiesta alla Boldrini di interveire, ed anche l'ambasciatore rumeno ha protestato, Di Maio ha spiegato la sua affermazione in un post sul blog di Grillo intitolato 'L'Italia deve attirare persone oneste, non criminali'. "C'è un fatto, che è inopinabile: 'il 40% dei ricercati con mandato internazionale emesso da Bucarest si trova in Italia'. Non lo dico io - scrive Di Maio - lo disse nel 2009 l'allora ministro rumeno della Giustizia Catalin Predoiu, dato confermato l'altro giorno al SUM#01 dal procuratore di Messina Ardita. Motivo per cui non ho nessun motivo oggettivo di mettere in dubbio questa affermazione". "Ardita ha ribadito che '4 rumeni su 10 hanno scelto il nostro Paese come luogo nel quale delinquere e questo è un problema importante che riguarda la giustizia'. Io ho ascoltato e come rappresentante dei cittadini mi sono posto il problema" ha concluso il vice-presidente della Camera. 

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