Primarie Pd, scongiurato il flop. Un milione e mezzo ai gazebo. Grillo attacca "Strumento antistorico"

. Politica

Sembra scongiurato il flop delle primarie Pd. Alle 17 già un milione e mezzo di persone si era recata nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia per scegliere il nuovo segretario dem tra l'ex-premier Matteo Renzi ,il Guardasigilli Andrea Orlando e il governatore della Puglia Michele Emiliano. Per tutti e tre l'affluenza "è stata una festa della democrazia". Al Nazareno sperano di arrivare alla cifra di due milioni, un successone secondo Renzi che si era tenuto basso nelle previsioni ("un milione sarebbe un risultato straordinario"), ma una quota inferiore all'affluenza delle primarie del 2013 quando ai gazebo si recarono oltre 2,5 milioni di persone. Due gazebo sono stati chiusi a Nardò e Gela per irregolarità di vario tipo. Intanto la sfida fra i tre candidati alla segreteria del Pd si è già trasformata in terreno di scontro, e non poteva essere altrimenti, tra Pd e il Movimento 5 Stelle: democrazia online contro democrazia tradizionale. In un post sul suo blog, Beppe Grillo inneggia ovviamente al voto online e critica le "primarie a pagamento" del Pd. "È completamente insensata - scrive - la polemica sulla 'democrazia dei clic' che sarebbe inferiore alla 'democrazia delle schede di carta' di cui si fanno promotori il Pd, gli altri partiti del '900 e tutti i giornaloni. Nasconde una visione antistorica, antitecnologica, orientata al passato piuttosto che al futuro e anche un po' feticista". 

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