A Mattarella non piace l'agitazione di Renzi. Ai toni ossequiosi preferirebbe una nuova legge elettorale

. Politica

A Mattarella non piace l'agitazione del ri-segretario del Pd. E' vero che a parole Matteo lucida molto il presidente della Repubblica. Toni tanto ossequiosi da apparire come sarcastici, al limite dello scherno. Quel rivolgersi dal palco dell'Assemblea del Pd al signor presidente della Repubblica con "deferenza", "stima", "riconoscenza" e perfino "filiale amicizia", non e' infatti passato inosservato dalle parti del Colle. Che poi forse e' quello che Renzi voleva. Le parole dell'ex premier sembrano segnare un cambio di marcia nei confronti del Quirinale. E dire che subito dopo avere parlato all'Assemblea del Pd aveva telefonato a Mattarella per rassicurarlo. Nessuna accelerazione sulle elezioni anticipate, pieno sostegno al governo Gentiloni, e soprattutto un approccio responsabile sulla legge elettorale. Pero' poi le cose sono andate nella direzione opposta, con Renzi che ha finito per rimandare la questione della legge elettorale sulle opposizioni ("la riforma dipende dagli altri")  e ha di fatto commissariato Gentiloni, annunciando una "cabina di regia sul governo". E Mattarella? Ne ha preso atto, piuttosto infastidito, e ha fatto capire che se anche Gentiloni dovesse cadere, senza una nuova legge elettorale, non si andrà a votare. Semplicemente se dipenderà solo da lui toccherà a Franceschini. Ma Renzi che guida il maggior partito e quindi se vuole può mettersi di traverso a qualsiasi tentativo di formare un eventuale nuovo governo non demorde e soprattutto non ha rinunciato alle elezioni anticipate, in autunno. 

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