Consip, Lotti promosso a pieni voti al Senato, passa mozione di maggioranza. FI vota per il governo, Bersani contro

. Politica

Se e' vero che oggi al Senato il bersaglio era il ministro Luca Lotti, amicissimo di Matteo Renzi, e' anche vero che il vero obiettivo era proprio l'ex premier. A metterlo nel mirino per la vicenda Consip sono stati Bersani & compagni. Che pero' non hanno fatto centro, così la mozione di maggioranza del Pd che scudava Lotti e chiedeva l'azzeramento dei vertici dell'azienda pubblica, e' passata a stragrande maggioranza anche con i voti di Fi e di Idea, ovvero Quagliarello e soci. Bocciati invece la mozione di Bersani, che mirava a ritirare le deleghe a Lotti. Cosa per altro istituzionalmente non fattibile, come aveva anche anche rilevato il presidente Grasso. Ora e' il Pd a mettere in discussione la presenza di Bersani nella maggioranza con la richiesta di una sorta di verifica. L'ex padrone della Ditta pero' non molla Gentiloni, al contrario se lo tiene ben stretto, perché non vuole elezioni anticipate e replica al suo ex partito. "Il governo vada avanti, ma non ci chiuderanno la bocca". Intanto passata nella noia generale dell'aula, perché non si vedevano pericoli per Lotti dietro l'angolo, ora i renziani  temono per le possibili mosse del "leone ferito", quell'ad Marroni che proprio non se ne voleva andare. Ma l'aula  ha approvato con la mozione del Pd anche l'azzeramento dei vertici di Consip. Avra' qualcosa di compromette da Dire Marroni sull'intrigata vicenda della Consio, che vede costruttori, faccendieri e politici intrecciarsi tra carabinieri infedeli che falsificano verbali di intercettazioni e quelli leali che li smascherano. Con due procure, quella di Napoli e quella di Roma che si fronteggiano diffidando l'una dell'altra. 

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