Maggioranza arlecchino, Bersani "E facciamola questa verifica, il Pd parla solo con FI..."

. Politica

Una maggioranza quantomeno variabile, molto volubile, come dimostratosi ieri in Senato con la più neanche tanto inedita maggioranza che comprendeva Forza Italia e non Bersani, che sulla carta sarebbe il titolare del ruolo. Ma quando c'e' di mezzo Renzi, s sulla Consip e Lotti, avevano cercato di tirarcelo dentro fino al collo, gli ex padroni della Ditta, che vorrebbero farlo fuori ad ogni costo, non ci vedono più e mai voterebbero con i suoi. Diverso invece su leggi che vedono la sinistra unita come lo Ius soli. La spallata di Bersani e Grillo a Renzi non e' riuscita per merito di Berlusconi. Gentiloni pero' fa',  tanto bene quanto con politica discrezione, quel che può, pur essendo costretto più che a navigare a galleggiare. Ecco allora che si alza il grido dell'opposizione del centrodestra: "Fate presto a scrivere questa legge elettorale e finiamola con questa pagliacciata di un governo non governo, di una maggioranza-non maggioranza". Proprio per mettere riparo da turbolenze incontrollabili il Pd chiede una verifica di maggioranza. Bersani prima aveva detto: "No, a che serve. E' un rito antico". Pensando, tanto io il sostegno a Gentiloni non lo tolgo di certo, perché la legislatura deve giungere a scadenza naturale. Questo gli consentirebbe di meglio organizzarsi e radicarsi con la sua  neonata formazione, nata dopo la scissione dal Pd di Matteo Renzi. In un'intervista a Radio radicale, l'ex padrone della Ditta fa' il punto sulla situazione: "Sento che vogliono una verifica di maggioranza. E facciamola, così almeno saremo invitati a qualcosa…". Bersani lamenta di non essere mai consultato su tutte le principali questioni: "Vogliono che alziamo la mano e basta, e ora arriverà il ddl sulla concorrenza su cui ci sarà, e molto, da discutere". Ancora a marcare la sua posizione di contrarietà alle elezioni anticipate: "Per la fiducia alzerò sempre la mano, ma non si pensi di chiudermi la bocca sul merito del ddl sulla concorrenza". Bersani spiega anche che ormai il Pd preferisce parlare con FI che con lui, "Questa e' una cosa ormai evidente". Al di la' delle varie posizioni e della evidente fragilità del governo appare difficile, per i tempi, che ci siano elezioni in autunno. Non c'e' ancora una nuova legge elettorale e alla ripresa dopo la pausa estiva il Parlamento sarà subito impegnato con una non facile manovra economica. Così  si arriva alla fine di dicembre e mancando solo qualche mese, appare plausibile che si ariverrà alla scadenza naturale di questa tormentata legislatura, in primavera inoltrata. 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi