Salvini "Berlusconi strizza l'occhio a Renzi", e non ha torto. Con proporzionale o maggioritario due scenari

. Politica

Matteo Salvini dice schiettamente che Berlusconi "strizza l'occhio a Renzi". E non ha torto, perché nonostante tutto il Cavaliere, spinto dai suoi consiglieri più fidati Letta, Confalonieri e Ghedini, vede meglio una fase che segni una sorta di pacificazione nazionale, delle larghe intese con Renzi a palazzo Chigi e lui alla Farnesina.Tra l'altro questa strada gli darebbe maggiore credibilità nell'Europa della Merkel  e forse lo avvantaggerebbe anche nella decisione della Corte di Strasburgo, che dovra' decidere sulla sua candidabilta', rivedendo quanto deciso dalla legge Severino. Anche dopo il successo nella tornata amministrativa, il Cavaliere dice e fa dire di volere il proporzionale. Ora due sono gli scenari possibili, e molto diversi tra loro. Se rimane il maggioritario il centrodestra avrebbe molte possibilità di arrivare primo, perché rappresenta meglio i sentimenti del paese. La sinistra paga troppo su sicurezza ed immigrati. E poi i due schieramenti sono sempre arrivati, al di la' dei sondaggi iniziali, quasi appaiati al voto, prevalendo uno sull'altro per poco più di cinquantamila euro. Roba che sarebbe stata ogni volta da riconteggio, soprattutto in occasione dell'ultima vittoria di Prodi. Con i voti della Sardegna che ribaltarono tutto e con Pisanu (un Dc di sinistra approdato a Berlusconi, ma poi molto deluso…) ministro dell'Interno. Da quel giorno, nonostante ambizioni quirinalizie scomparso dalle croniche politiche. In caso di coalizione poche appaiono le speranze per Grillo. Se invece si tornerà al proporzionale lo scenario si ribalta. A parte l'improbabile rimonta di Forza Italia, attualmente tastata intorno al 15%, la vittoria dovrebbe andare al Pd di Renzi, che su oltre il 30% può presumibilmente contare. Grillo dovrebbe arrivare buon secondo, ma quelle che si dovrebbero avverare per il paese sono le tanto discusse larghe intese, con un'alleanza tra Renzi e Berlusconi. Via tutti i populismi e le ali estreme, che tanti problemi portano ai due leader. Forse sarebbe una soluzione accettata dalla maggior parte degli italiani, che non vogliono imbarcarsi in soluzione troppo estreme. Anche se questa eventualità dovrebbe comunque essere digerita con il tempo. I due per ora si promettono sono una sana rivalità. Berlusconi "Mai con Renzi" e Renzi "Brlusconi? Nemmeno a pensarne". Pero alcuni piccoli segnali ci sono, come quando Renzi in un'intervista battezza il Cavaliere "Berlusca". Termine affettuoso che mai sarebbe stato usato dai vari Prodi, Bersani e Pisapia, che lo vedono solo come una sorta di diavolo, sbucato nella politica, per trani giochi della sorta. Una sorta di Frankenstein  costruito coni resti di Craxi ed Andreotti, con un pizzico di Fanfani. Come "mostro", politicamente niente male...

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi