Legge elettorale, si riparte a settembre, probabilmente con il proporzionale che conviene a tutti. Elezioni, e' sicuro, a scadenza naturale

. Politica

Complice anche il risultato delle amministrative, che ha terremotato il Pd, la legge elettorale e' stata rimandata a settembre. A bollenti spiriti quietati sarà più semplice riannodare le file di quel discorso sul proporzionale che si e' spezzato per il sabotaggio grillino. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha stabilito a maggioranza, per volere del Pd, di riprendere in aula le votazioni laddove si erano interrotte, dopo accurata verifica in commissione per decidere la traccia di fondo del nuovo sistema. Maggioritario o promozionale? Al momento il Tedeschellum sembra convenire ai tre principali attori. A Grillo che non fa alleanze, ma che potrebbe puntare ad esser il primo patito per tentare l'avventura. A Berlusconi che non vuole legarsi mani e piedi a Salvini e a Renzii che non intende trattare con gli scissionisti di Bersani o fare il programma come lo vuole Pisapia. Meglio tenere appeso a meta' del guado Berlusconi che gettarlo anticipatamente nelle braccia leghiste, correndo il serio rischio che sia proprio il centrodestra a vincere. Il Macron italiano non c'e', ne' si intravede chi possa prendersi tutto in una botta sola. A Berlusconi poi il rinvio della discussione sulla legge elettorale non va del tutto male, perché così avrà tutto il tempo di vedere se effettivamente Corte di Strasburgo, che si riunirà il 22 novembre, lo riabiliterà dalla legge Severino, consentendogli di candidasi. .Perche e' chiaro che con il rinvio a settembre non esistono più i tempi tecnici pe run voto in autunno, che sarebbe stato reso comunque molto difficile dalla manovra economica che deve essere approvata da Camera e Senato entro il 31 dicembre. Così si andrà a votare, come del resto ha sempre voluto il presidente Mattarella, nella prossima primavera inoltrata alla scadenza della legislatura. Per la gioia di Gentiloni. Chi ha protestato veementemente e' stato Matteo Salvini. "Dal Pd vergognoso rinvio", il suo commento. 

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