Renzi alla marchese del Grillo "Ascolto tutti ma non mi ferma nessuno". Da settembre il treno del tour

. Politica

Renzi torna ad essere Renzi. Dopo qualche battuta a vuoto, referendum, legge elettorale e da ultimo le amministrative, che hanno interrotto quella che sembrava una marcia trionfale, i "ribelli" interni ed esterni del Pd, con l'appoggio del "grande vecchio" che fa sempre lustro a sinistra, Romano Prodi, hanno provato a dare vita alla rivolta, magari puntando ad un golpe che potesse rovesciare le sorti  del palazzo del Nazareno. Renzi che si e' sentito, deluso e amareggiato non per il comportamento, ampiamente previsto dei soliti noti, capeggiati da Bersani, quanto per alcuni voltafaccia alla Franceschini che non si aspettava (anche se da Franceschini, dicono i suoi, c'e' sempre da aspettarsi di tutto) e soprattutto per quel lavorio di Prodi autodefinito"collante" (del centrosinistra ndr), ha invitato tutti alla calma, ad abbassare i toni, ad evitare polemiche. Soprattutto con lui il professore, ancora visto da molti elettori del Pd come una sorta di padre nobile, anche se a dire il vero quel filo tessuto da Prodi non gli era piaciuto affatto fin dall'inizio. Perché tagliando qua', aggiustando li', il discorso andava a parare sul fatto la leadership del centrosinistra unito non poteva essere affidata a Renzi. Oggi Renzi ha riconquistato la scena a modo suo. Basta  timori reverenziali, basta tatticismi, al diavolo prudenza e diplomazia. "Ascolto tutti, ma non mi ferma nessuno". Parole pronunciate quasi con rabbia che tanto evocano quelle del marchese del Grillo "Io so io e voi nun siete un c…". Quel voi starebbe per i nostalgici del "passato meraviglioso che non e' mai esistito", per tutti quelli che gli fanno la guerra in nome di idee che nascondono interessi personali di poltrone e candidature. E soprattutto che sondaggi alla mano, vedi Bersani ma anche Pisapia, corrono il serio rischio di fare la fine di Alfano, cioè di non superare nemmeno la soglia di sbarramento. E sono proprio loro a  tuonare contro la sua candidatura a palazzo Chigi. "Chi pensa ad un centrosinistra senza il Pd vince il premio Nobel della fantasia", una delle sue frasi di apertura ai circoli riuniti a Milano. Poi ha specificato "Parliamo con tutti, ma non con chi ha nostalgia del passato e dei tavoloni pieni solo di sigle e che non concludevano nulla". Quanto al leader, chi lo sceglie? Per Renzi non esistono dubbi in democrazia "Lo scelgono gli elettori con i loro voti". E quanti voti ha preso Renzi nelle ultime primarie? Due milioni. Scusate se e' poco, sembrava volere dire. Lavoro, casa e cultura, sono i temi chiave per l'immediato. Particolare attenzione l'ex premier ha dedicato alle liste per le prossime elezioni. Anche perché buona parte di tutto il contendere e' proprio qui racchiuso anche se non detto. Renzi invece lo dice e dice anche esplicitamente, che le liste le farà lui. Punto. Pero' ne da una spiegazione: "Berruto (il coach di pallavolo che ha esaltato i valori di squadra che devono prevalere sugli interessi dei singoli) ndr.) ha fatto un pezzo bellissimo sul we o il me. Io e noi. Non c'e' io possibile senza una comunità. Nessuno di noi può fare gli altri. Il noi ha senso se c'e' la volontà di tanti io che fanno un pezzettino di strada. Mi dicono di essere più inclusivo. Ma essere inclusivo non significa mettere  d'accordo le correnti per i posti in lista, non vuol dire che devo decidere candidature non dandone una a te e una all'altro, significa stare in mezzo alla gente".  Complesso giro di parole per dire, decido io. Conclusione con annuncio. Il "treno per l'Italia". Partirà  dopo la Festa dell'Unita' di Imola il 24 settembre. "Andremo in tutte le province", dice Renzi, che spiega "il treno avrà la carrozza social e lo spazio per gli incontri".

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"Andremonin tutte lerpovince"

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