Pd: Orlando "Se Renzi si allea con Berlusconi, serve referendum", Vuole il centrosinistra "Con Pisapia non c'e' contrapposizione"

. Politica

"Se si arrivasse ad un'alleanza tra Renzi e Berlusconi, chiederei agli iscritti che ne pensano, attraverso un referendum", la sfida  del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che ora si trova a capo della minoranza interna del Pd, dopo la fuoriuscita di Bersani & compagni, al suo segretario, e' un ulteriore segnale dei malumori interni al Pd, dove continuano ad esistere due anime. Quella ampiamente maggioritario di Renzi, che controlla il 69% del partito e quella minoritario di Orlando (oltre alla piccola componente del movimentista Emiliano) che con poco meno del 20% continua a rappresentare la prosecuzione della cultura che fu del Pci. Il suo maggiore sponsor e' stato e continua ad essere Napolitano. Forse anche il consigliere...Fuori dal Pd fiorisce tutta una sinistra dai più volti, sempre pero' con radici marxiste. Orlando diventa una sorta di cavallo di Troia all'interno del Pd, per nascondere nel suo seno le altre forze che hanno una comune ispirazione con la sua, Pisapia in testa. Con il quale - spiega in un'intervista a Sky - non esistono "contrapposizioni insuperabili". Orlando glissa appositamente su Bersani, perché sa dell'incompatibilità assoluta con Renzi, trascurando che Pisapia e' strettamente alleato con lui, nella neonata formazione di "Insieme", lanciata ieri a Roma a piazza Santi Apostoli. Per Orlando un accordo Renzi-Berlusconi aprirebbe uno "scenario inquietante ed improponibile".  Orlando vorrebbe una coalizione di centrosinistra e quindi una legge elettorale di tipo maggioritario. Tralasciando il fatto che ad ora una colazione di centrodestra sarebbe quasi sicuramente vincente, mentre con il proporzionale il Pd sarebbe con ogni probabilità il primo partito e quindi quello deputato a dettare le condizioni. Poi Orlando, pur essendo del Pd (quindi ne dovrebbe rispettare lo Statuto, che stabilisce che la leadership per palazzo Chigi, spetta al vincitore delle primarie e segretario del partito) in qualche modo con il consueto schema della sinistra pone in discussione la candidatura di Renzi. "Prima costruiamo programma e coalizione, perché se partiamo dal leader non costruiamo niente". A sinistra quando non si vuole qualcuno si crea uno schema per poi dire che non e' adatto e non per motivi personali personali a chi si vuole fare fuori. Orlando difende anche la figura di Prodi, un altro che si affanna a creare schemi e programmi, che poi escludano Renzi. Tutta la sinistra lo schema in testa ce l'ha già e chiaro, vorrebbe che l'ex premier rimanesse solo segretario del Pd con qualcun altro palazzo Chigi. Magari lo stesso Orlando ci fa un pensierino. "Il contributo del professore - afferma - e' sempre importante, mi auguro che non venga meno e che non ci siano tende che si spostano".

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