Nella "malinconia" della sinistra Renzi cerca la tregua ma tira diritto. Troppi galli leader, intoppi anche tra Pisapia e Bersani

. Politica

La "malinconia" della sinistra. Ne ha parlato Massimo Cacciari, che vede troppi galli nel pollaio. Tutti antepongono programmi ed alleanze ai nomi, ma la realtà e' ben altra. Quello di confezionare u vestito. per poi dire che non e' la taglia, e non per motivi personali, del rivale, e' vizio antico. Accompagnato poi da aspirazioni personali, anche perfettamente legittime. Si può negare ad un ex sindaco di Milano, come Pisapia, oppure ad ex segretario del Pd ed anche candidato premier come Bersani, o ad un D'Alema che andando primo ex Pci a palazzo Chigi, sfato' il tabù in vigore dal dopoguerra contro i comunisti, l'aspirazione ad essere leader? Il problema e' che sono tanti i galli nel pollaio e non fanno che beccarsi l'uno con l'altro, tirando tra l'altro fuori ad ogni pie'  sospinto "per il bene del paese" oppure frasi del tipo "mai un uomo solo al comando", quando tutti vorrebbero salire sulla tolda e dettare le regole. Senza trascurare le aspirazioni di un Prodi, che magari aspetta solo di essere invocato da tutti come salvatore della patria, quella dell'Ulivo s'intende oppure di giovani, anche se precocemente a rischio di rottamazione come Franceschini oppure come Orlando autenticamente galvanizzato dall'incondizionato supporto di Giorgio Napolitano. Il fatto e' che non ce n'e' per nessuno, finche' ci sarà Renzi e Renzi ci sarà almeno fino alle elezioni. Se le vincerà metterà tutti a tacere, anzi tutti taceranno sperando solo in un po' di clemenza, Politica si intende e che si traduce nell'avere  qualche poltrona di governo. Certo se Renzi dovesse uscire sconfitto dalle urne, questa volta sarebbe la sua fine. Difficilmente riuscirebbe a risollevarsi e si aprirebbe una fase nuova per il Pd e per tutta la sinistra. Ora il segretario del dem cerca la tregua, vorrebbe una pace estiva, senza polemiche che non giovano al Pd e nemmeno alla sinistra nel suo complesso. Pero' non vuole rinunciare alla riaffermazione continua e puntuale della sua leadership per palazzo Chigi. Anche domani, come già fatto ai circoli a Milano, lo ribadirà In direzione. Con Franceschini non vuole la guerra, ma attenzione perché se guerra dovra' essere potrebbe essere totale. Franceschini ha superato i tre mandati decisi per Statuto per potere essere ricandidato. Norma non decisa da Renzi ma dal Pd di Bersani. Per le eccezioni servono delle deroghe che devono essere votate e devono avere i numeri per essere approvate. Anche Emiliano si da' da fare e cerca di allargare i suoi confini e di fare risultare determinante la sua piccola componente. "Invito Orlando e Dario (Franceschini ndr.) a lavorare con me a una nuova idea di partito". Aggiunge: "Senza D'Alema si perde". Un riconoscimento al vecchio maestro di politica. Poi l'apertura più significativa. "Ho ritrovato un rapporto umano con Renzi. Adesso non mi vede più come un nemico". Anche in politica i rapporti umani molto possono per ricucire strappi ed imbastire nuove alleanze. Mentre qualche intoppo affiora tra quelli di "Insieme", insieme per necessita' più che per scelta. Bersani e D'Alema vorrebbero comandare loro dietro capitan fantoccio, ovvero Piasapia. Che non ci pensa per nulla a fare la bella statuina. Per le liste sarà lotta dura, e non sono da escludere colpi di scena.

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