Renzi "O come me o contro di me", tanto il leader del Pd alle elezioni sono io

. Politica

Un Matteo Renzi di lotta e di governo, quello che si presenta in direzione, consuete maniche di camicia e sguardo penetrante rivolto ai suoi compagni. Da una cosa vuole spazzare via ogni sterile polemica, quella della sua leadership per palazzo Chigi. Hanno poco da affannarsi tutta quella serie di ex leader o aspiranti tali, a cercare di spostare il dibattito sul programma per aggregare il centrosinistra. Sostenendo, Prodi in testa, "prima il programma poi il leader". Il tutto perché non vorrebbero vedere Matteo correre per palazzo Chigi. Renzi capovolge il discorso, e rimanda chi cerca di piantare tende al suo accampamento, "In due milioni mi hanno votato alle primarie. La gente del Pd non e' l'accordo di qualche capocorrente, ma rappresenta la volontà del nostro popolo". "Sia chiaro, io rispondo a loro, non ai capocorrente", tanto per sottolinearlo. Poi una frecciatina, senza nominare nessuno,  a chi e' in odore di trame e complotti e potrebbe finire rottamato (Facile pensare a Franceschini ndr.), "Non sono interessato ne' alla mia, ne' alla vostra carriera politica, ma a portare in alto il Pd. Lo dico senza polemica e con tutto il rispetto, non mi interessa cosa farete voi nella prossima legislatura". La riunione della direzione si svolge a porte chiuse, e quello che dice Renzi e' "riportato" da alcuni suoi collaboratori. Come l'augurio di buon lavoro, con un pizzico di malizia, neppur nascosto, alla portoghese Maria Joao Rodriguez, che sostituisce il "trombato" DAlema alla guida della Fondazione europea. C'e' anche nel discorso un accenno seppur indiretto alle larghe intese, che per eventualmente essere rese praticabili, dovrebbero vedere Berlusconi libero da lacci e laccioli del populismo. "Il Cavaliere si decida se vuole stare con i populisti o con i popolari europei". "Abbiamo perso anche dove il centrosinistra era unito", la spiegazione di Renzi in tema di alleanze, che ritiene prematuro affrontare. "Se volete parlarne, parlatene. Ma io la penso in modo diverso e penso che dobbiamo occuparci di cose concrete. perciò  viaggerò in treno per dieci mesi". Chiaro anche il messaggio all'Europa con veto al Fiscal compact (E' il patto di bilancio tra gli Stati europei con le "regole d'oro" per contenere il debito) come e' chiara la richiesta di una pax interna per rilanciare il Pd. Insomma il segretario sollecita una moratoria sulle polemiche interne: "Utilizziamo il Pd come una finestra, non come uno specchio di noi stessi". Quello specchio nel quale Matteo si vede correre alla testa del Pd alle prossime elezioni per vincerle, 

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