"Aiutiamoli a casa a loro", Renzi fa l'altro Matteo. E c'e' chi lo accusa di un patto con la Ue "migranti in cambio dei conti"

. Politica

"Aiutiamoli a casa loro", dice anzi scrive Renzi. Quella che può apparire come una nuova linea, un cambio di rotta del Pd sullo scottante e complesso problema dei migranti, e può anche apparire come uno slogan dell'altro Matteo, quello leghista, e' un passaggio estrapolato da un libro del segretario. Pubblicata sul sito dei dem, dopo una sfrenata corsa sul web, e' stata prontamente rimossa. Il Renzi pensiero era più articolato: "Noi non abbiamo il doveere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro". Un cortocircuito comunicativo?  Mica tanto, perché Renzi fa un nuovo post ed insiste: "Non e' retorica, e' un progetto serio". Sullo sfondo poi c'e'un'altra polemica innescata dalla Bonino ed alimentata poi dall'ex ministro della Difesa, Mario Mauro, uno di quelli con il dente avvelenato per avere dovuto lasciare la poltrona. La prima a parlare di un patto Renzi-Ue per ottenere maggiore flessibilità in cambio della disponibilità ad accogliere i migranti nei porti, e' stata l'ex ministro degli Esteri, ai tempi di Letta, Emma Bonino. Le sue parole sono state poi confermate da un altro ex ministro di Letta, quello alla Difesa, Mario Mauro. Senza esitazione parla si un "suicidio firmato da Renzi ed Alfano". Cioè di una patto scellerato per "migranti in cambio dei conti". Per l'ex ministro "Abbiamo ceduto sovranità per una maggiore flessibilità. Ed un errore capitale".

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