Caos maggioranza, primo addio a Gentiloni. Si dimette l'alfaniano Costa "Niente ambiguità"

. Politica

Primo addio a Gentiloni, se ne va il ministro per gli Affari Regionali, Enrico Costa, affermando "Nessuna ambiguità". Le ragioni del deputato alfaniano in un lettera inviata al premier: "Dissento su alcuni temi, lavorerò a un programma che riunisca le forze liberali". Forse vuole imitare Macron (al quale assomiglia un po' fisicamente), che si dimise da ministro per fare un suo movimento, un anno prima del trionfo per l'Eliseo. Costa non e' certamente un altro Macron ma il suo gesto specchia la situazione di una maggioranza nel caos, attaccata sia da Ap che dalla sinistra. Nel tutto Renzi blinda Gentiloni, nonostante che pur con una strategia felpata lo stesso premier stia lentamente smarcandosi dal suo mentore. Ma i voti li ha Renzi e non Gentiloni, che quindi più di tanto non può allontanarsi dai binari tracciati dal leader del Pd. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e' stata la legge sulla cittadinanza. Che ha dimostrato come in realtà una maggioranza non ci sia più in Parlamento. Gentiloni e' costretto a galleggiare appoggiandosi a maggioranze variabili a seconda dei casi. Quindi ha subito assunto l'interim degli Affari regionali ed ha avvertito "Responsabilità o salta la manovra". Chi gli sta dando una mano, perché non vuole elezioni subito, e' Silvio Berlusconi che invita i suoi a non fare cadere il governo. E c'e' anche un altola' al ritorno in Forza Italia dei ribelli centristi. Per Alfano quella di Costa e' un'uscita "tardiva". Ormai quello del ministro degli Esteri appare, agli occhi di buone parte dei suoi, come uno psicodramma. In molti hanno già deciso di virare a destra. Il problema e' che Alfano non lo vuole nessuno. Renzi non ha alcuna intenzione di imbarcarlo e Berlusconi lo considera il peggiore tra i suoi innumerevoli "traditori". Per dare un'immagine del clima basti dire che alla Camera di fronte ad un monitor dove campeggiava l'immagine di Alfano, un parlamentare di Ap, puntando il dito ha esclamato. "Ecco li', quella testa di c…". Che si avvia verso un flop elettorale finale alla Fini...

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