A marzo si vota. Renzi arranca, Berlusconi in scioltezza

. Politica

Quello che fino al referendum appariva impensabile si sta avverando. Il giovane Renzi che fino a quella dolorosa sconfitta, era solo passato di successo in successo, con una marcia che lo avrebbe dovuto trionfalmente portare ad essere il primo premier della Terza Repubblica, si e' improvvisamente fermato, la sua pedalata si e' fatta pesante. Arranca, non si capisce bene se sia lui che vuole essere solo contro tutti o se e' che tutti sono contro di lui. Fatto sta che di problemi ne ha proprio tanti, nella sinistra che dovrebbe essere la terra delle sue alleanze, nel suo stesso partito e nel governo. Che vuole tenere ora in piedi, per cercare nuove energie in vista delle elezioni. Elezioni che ormai tutti i beni informati danno a scadenza naturale o quasi, nel mese di marzo. E marzo del 2018 in politica, dove tutto scorre veloce, equivale a domani. Altrettanto inaspettatamente Berlusconi sembra risorto, rinato per un'ennesima avventura politica. Pedala in scioltezza, osservando le altrui mosse, con il distacco del più forte che ha la maglia rosa appiccicata alla pelle. Da un po' di tempo non passa settimana che non veda crescere il suo consenso ed anche l'attrazione  che esercita per chi in Parlamento già ci sta. Molti dei centristi vorrebbero tornare con lui. Berlusconi, riferiscono, e' tranquillo. poco appassionato alle formule pre e post elettorali (alleanze e leadership) e concentrato solo a costruire un programma elettorale da lui definito  "rivoluzionario".

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