Renzi "No al premio di coalizione". Berlusconi vuole ripartire dal proporzionale

. Politica

Il confronto in Parlamento sulla legge elettorale riprenderà a settembre. Ed in un modo o nell'altro i partiti dovranno trovare un accordo oppure lasciare tutto com'e', con il Consultellum. In politica spesso si decide quando si arriva alla stretta finale, al momento di scelte ineluttabili a decidere nel giro di pochi minuti quello che non si era riuscito a fare per mesi. Per Renzi il dibattito sul premio di coalizione e' "assurdo". Per il leader del Pd "La legge elettorale c'e' già…". La linea dell'ex premier  e' quella di discutere le proposte degli altri, ma solo con accordi blindati in aula. Difficile visto quello che e' successo con il voto segreto. Ad esempio potrebbe passare anche lo stop ai capilista bloccati. Ma Berlusconi favorevole, come lo "scissionista" Bersani e anche Orlando e Franceschini che nel Pd sono rimasti (il primo a guidare l'opposizione interna, mentre Franceschini e' a meta' del guado, non ancora in opposizione dichiarata a Renzi), al premio di coalizione, ha pronto anche un piano B. Del resto sa che oltre a Renzi anche il M5S compatto e' contrario. Il Pd ha sempre detto che l'eventuale accordo  deve comprendere sia Forza Italia che i pentastellati e la Lega. Perciò Berlusconi sta lavorando a quello che più gli piace, un ritorno al proporzionale. Sherpa al lavoro per trovare un accordo in Senato. Andare alle elezioni con l'attuale sistema il Consultellum vorrebbe dire, secondo il Cavaliere, il M5S al governo. Pero' pure questo tentativici di Berlusconi rischia di cadere nel vuoto. Il perché e' semplice, i grillini non vogliono cambiare il Consultelum, per le ragioni opposte a quelle di Berlusconi. Ritengono con l'attuale sistema di potere puntare alla vittoria e poi non vogliono fare "inciuci" con Pd e Fi proprio alla vigilia delle elezioni. Loro che si presentano soli e puri contro tutti, la casta da mandare a casa. Senza Grillo, Renzi non intende procedere. 

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