Gentiloni tra le macerie del terremoto affronta il malcontento dei cittadini e le proteste per la "beffa" sulle tasse

. Politica


Gentiloni tra le macerie delle zone terremotate a pochi giorni dal primo anniversario del terremoto che ha colpito il centro Italia. Il premier cerca di chiarire come il governo intenda rispettare gli impegni assunti nel rispetto delle leggi e delle regole europee. Pero' la popolazione e' in fermento e montano le accuse di essere stati di fatto abbandonati. Sono i sindaci delle zone colpite dal sisma a tirare le somme denunciando ritardi d accusando il governo di essersi rimangiato la "no tax aerea".  Per mesi, spiegano, le macerie non sono state  rimosse e se ne stanno ancora li' accumulate in una triste mostra, come all'indomani della tragedia. L'attesa per le casette, peraltro con la maggior parte ancora da consegnare, e' stata troppo lunga e ora quasi come una beffa finale vengono pure rimangiate le promesse su vantaggi fiscali. Pero' il commissario straordinario alla ricostruzione, Vasco Errani e il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, assicurano che gli impegni saranno rispettati. Il sistema messo in campo per la ricostruzione consente incentivi con esenzioni su Irpef, Irap, Imu e Tasi. Rimangono i fatti. Dopo 12 mesi sono pronte solo 543 casette provvisorie rispetto alle 3872 ordinate dai 51 comuni della zona. Inevitabile la rivolta guidata dal sindaco di Amatrice,Sergio Pirozzi, che domanda dove sia finite le promesse a partire da quelle in materia fiscale. 

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