Gentiloni: "Alle spalle la più grave crisi dal Dopoguerra". Di Maio, "Siamo noi l'unica speranza per l'Italia"

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La raffica di statistiche e dati economici positivi registrati in questi ultimi giorni sono stati accolti con soddisfazione dal premier Paolo Gentiloni che al Forum Ambrosetti, a Cernobbio, ha detto chiaramente di vedere ormai alle spalle la più acuta crisi dal Dopoguerra per il nostro paese che - ha detto - sta uscendo dal periodo più nero e imboccando la via della crescita "avendo rispettato tutte le regole Ue", un'Italia che "non è affatto la pecora nera dell'Europa". Il presidente del Consiglio si è soffermato sul dato positivo dell'indice di fiducia senza sottovalutare il dato negativo del debito pubblico e del ritardo del Mezzogiorno ma ha assicurato che l'impegno del suo governo per risolvere i problemi continuerà senza sosta fino alla "fine ordinata" della legislatura. Sui migranti ha mutuato una frase di Jean-Claude Juncker, secondo il quale l'Italia "ha salvato l'onore dell'Europa". "Io non sono un presidente del Consiglio che promette miracoli. I miracoli li fanno le famiglie e le imprese" ha aggiunto Gentiloni dicendosi comunque sicuro - con riferimento alle prossime elezioni politiche - che in Italia "non vincerà la politica ridotta a insulto, la negazione della scienza, la derisione della competenza". Ad ascoltarlo - interverrà domani - anche il candidato premier in pectore del Movimento 5 stelle, Luigi di Maio, la cui presenza al Forum Ambrosetti ha provocato i mal di pancia di personaggi influenti nel campo grillino, come Imposimato e Giannuli. E Di Maio, al quale forse sono fischiate le orecchie per quest'ultima previsione di Gentiloni, non si è fatto sfuggire l'occasione davanti alle telecamere per affermare di voler dialogare con tutti, anche con il 'salotto buono' presente al Forum di Cernobbio, e di essere certo che una vittoria dei Cinquestelle alle elezioni della primavera del 2018, e quindi un loro governo - la cui squadra i grillini presenteranno prima del voto, "cosa unica" -  "è l'unica speranza per l'Italia"

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n Italia "non vincerà la politica ridotta a insulto, la negazione della scienza, la derisione della competenza", ha affermato il presidente del Consiglio. "Abbiamo livelli di paura e ansia identitaria senza precedenti", ha detto. "Chi governa deve saperlo - ha proseguito -, tenerne conto e impegnarsi in due obiettivi, sapendo che nel 2018 potrà tornare a essere cruciale il ruolo dell'Ue".

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