Lo Ius soli ha destabilizzato il Pd, Del Rio accusa, Bersani coglie la palla al balzo. Renzi in trincea, cresce Minniti

. Politica

Per i dem si profila uno spettro, non riuscire ad approvare neppure una legge simbolo. Che poi appaiono due "leggi sbagliate", perché non piacciono nemmeno a tutta la sinistra. I sondaggi dicono che con lo Ius soli il Pd perderebbe due punti secchi, che potrebbero aumentare al termine di una campagna elettorale che si giocherà in larga misura proprio su sicurezza e migranti. L'altra legge "sbagliata" e' quello sul fascismo, della quale nessuno sente la necessita', perché già leggi e Costituzione parlano chiaro e ulteriori misure appaiono solo propaganda e assumono quel sapore liberticidia, che alla sinistra non ha mai portato bene. Riuscire ad incartarsi da soli e' stata sempre una sua specialità. Prendere atto che il Pd non abbia una maggioranza al Senato e' stato solo riconoscere la realtà. Ad oggi la maggioranza viene tenuta in piedi dal soccorso azzurro di Berlusconi ed a volte, anche se più raramente, dall'appoggio dei grillini su specifiche tematiche. Il rinvio dello Ius soli sa tanto di insabbiamento. Poi dopo le elezioni, a seconda di chi vincerà, si vedrà. Se saranno i dem a prevalere potranno riproporlo. Certamente un semaforo rosso verrebbe dal centrodestra. Ma il rinvio dello Ius soli ha provocato diversi sbandamenti. Per Del Rio si tratta di un "atto di paura grave". Bersani arriva a minacciare: "Niente voto al bilancio se non ci danno ascolto". Ed aggiunge che una lista con dentro anche Pisapia andrebbe oltre il 10%. I sondaggi in realtà sono molto più prudenti. Bersani poi minaccia e vorrebbe anche la fiducia sullo Ius soli,  ma da politico di lungo corso sa bene che per approvare la manovra economica senza rischi serviranno più i voti di Berlusconi che i suoi. Renzi difende il governo e comincia a temere il fuoco amico. C'e' anche l'astro nascente di Marco Minniti, bravo e potente ministro dell'Interno, che piace anche a destra (Andra' alla festa dei Fratelli d'Italia della Meloni, che non gli risparmia i suoi complimenti "Sa dialogare"). Tra l'altro ha insegnato all'ex inquilino del Viminale ed attuale ministro degli Esteri, Angelino Alfano, il mestiere di ministro dell'Interno, portando ottimi risultati. Sempre prendendo decisioni in piena autonomia, perché Minniti si ritiene più abile e più forte sia di Gentiloni che di Renzi.

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