'Ultimo' si difende e nega: "Nessun tentativo di golpe". Renzi, "Il fango tornerà indietro"

. Politica

No, nessun intento eversivo, nessun tentativo di 'golpe', "è un linciaggio mediatico". Il colonnello dei carabinieri 'Ultimo, al secolo Sergio De Caprio (il soprannome gli è rimasto da quando arrestò Totò Riina), si è difeso dalla grandinata di accuse piovutegli addosso dai massimi livelli del Pd e non solo - "episodio di una gravità inaudita, al limite dell'eversione" - dopo l'apparizione su tre importanti quotidiani del verbale della deposizione davanti al Csm del 17 luglio scorso del procuratore capo di Modena, Lucia Musti, secondo la quale lui, 'Ultimo', e il capitano del Noe Giampaolo Scafarto, indagato dalla Procura di Roma per aver manipolato carte e intercettazioni nell'inchiesta Consip (in cui sono stati coinvolti  il ministro Lotti e Tiziano Renzi) nel 2015 le dissero nel corso di vari incontri: "Se vuole ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi...". Frasi pesanti che le furono dette - questo nei verbali -  da due ufficiali dei carabinieri che le parvero anche un pò "esagitati". Il colonnello Ultimo ha però respinto questa versione: "Mai fatto indagini per fini politici, mai parlato con lei di Renzi". In una dichiarazione all'Ansa che va un pò oltre la semplice smentita alla Musti per configurarsi come un attacco ai giornali autori a suo giudizio del 'linciaggio' nei suoi confronti con "insinuazioni e falsità". "Organi di informazione funzionali alle lobby che da anni cercano di sfruttare il popolo italiano" ha detto il colonnello. "Mai svolto indagini al di fuori dei fatti che emergevano direttamente ed esclusivamente dalle persone indagate. Non ho mai avuto esaltazioni o esagitazioni a seguito delle indagini da me svolte neanche quando abbiamo arrestato Riina, non abbiamo mai esultato - ha affermato 'Ultimo' -  non abbiamo esploso colpi in aria, non abbiamo fatto caroselli per le strade, mai festeggiato, perché la lotta anticrimine appartiene solo al popolo e noi non usiamo il popolo per i nostri fini, o per avere dei voti, lo serviamo e basta. Contrariamente a quanto riportato dalla stampa non ho mai spinto la dottoressa Musti a compiere azioni illegali e non l' ho mai forzata in nessuna cosa. Abbiamo sempre eseguito le indagini che ha richiesto e ordinato, con lealtà, umiltà e nei limiti delle nostre possibilità umane e professionali". La dottoressa Musti non ha replicato, parlerà solo davanti al Procuratore di Roma. No comment anche dal papà dell'ex-premier. E Matteo Renzi? Il suo commento al nuovo sviluppo dell'inchiesta Consip è stato tranchant: "Il giudizio politico è che qualcuno, quelli che volevano usare Consip per gettare fango addosso a me vedranno quel fango ritorcersi contro. Il tempo è galantuomo, lo sarà anche per la vicenda Consip". 

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