I Pm chiedono il rinvio a giudizio per Virginia Raggi, ma solo per falso. M5S soddisfatto, il Pd "Dimissioni"

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Lei si dice soddisfatta, Grillo e Di Maio anche. Il Pd invece la invita a dimettersi, così pure Salvini (non per l'inchiesta ma per il degrado della Capitale). Queste le reazioni alla decisione della Procura di Roma di chiedere il rinvio a giudizio della sindaca Virginia Raggi. I Pm vogliono la Raggi a processo per l'accusa di falso nell'ambito dell'inchiesta sul cosiddetto "pacchetto nomine" sollecitando invece l'archiviazione per il reato di abuso d'ufficio. Il falso è contestato per la nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele, alla direzione Turismo del Campidoglio. L'abuso d'ufficio riguardava la promozione di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica. Ha detto la sindaca: "Apprendo con soddisfazione che, dopo mesi di fango mediatico su di me e sul MoVimento 5 Stelle, la Procura di Roma ha deciso di far cadere le accuse di abuso d'ufficio. Per mesi i media mi hanno fatta passare per una criminale, ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani. E sono convinta che presto sarà fatta chiarezza anche sull'accusa di falso ideologico. Abbiamo sempre avuto grande fiducia nella magistratura e continueremo ad averne". Anche Beppe Grillo, secondo alcune fonti, si sarebbe detto molto soddisfatto che i due reati più gravi siano in via di archiviazione e che la Raggi sia riuscita a dimostrare la sua innocenza. Anche Di Mai vede il bicchire mezzo pieno:"La Procura ha chiesto di archiviare le accuse a Virginia Raggi per cui la stampa ci ha infangato per mesi. Abbiamo massima fiducia nel lavoro della magistratura. Il Movimento 5 Stelle continua a lavorare per Roma". Ma il Pd va alla carica:"Come Pd ci preoccupa la tenuta di questa amministrazione. Abbiamo chiesto al sindaco di venire in Aula a riferire. Raggi dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità: è un anno che il Campidoglio è schiavo di faide interne al M5S, di avvisi di garanzia, di cambi di regolamento fatti ad hoc a tutela del sindaco stesso. Roma non può essere ostaggio di questo cattivo governo" ha detto la capogruppo in consiglio comunale Michela Di Biase. "Comunque - ha aggiunto - non abbiamo mai chiesto le dimissioni del sindaco per questo, la giustizia deve fare il suo corso e finché non sarà chiuso l'iter processuale nessuno deve interferire". Sula stessa linea Matteo Salvini: "Il problema della Raggi non sono le inchieste, dalle quali le auguriamo di uscire presto e nel migliore dei modi, ma l'assoluta incapacità dimostrata al governo della città che è in uno stato di totale incuria e abbando. Roma è in una condizione di degrado unica e intollerabile, mai vista prima ed esprimo, anche io che dissi a suo tempo che avrei votato la Raggi, la completa delusione per la sua gestione della città. Per questo dovrebbe dimettersi e non per le polemiche, gli abbandoni, i litigi e le inchieste, nelle quali non entriamo nel merito".

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